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Stefano Papi, adesca e violenta una 14enne conosciuta su Facebook. Al via il processo

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Stefano PapiStefano Papi, 45enne di Cecina, aveva adescato una 14enne su Facebook fingendo di essere molto più giovane. Una volta incontrati, i due avrebbero avuto anche dei rapporti sessuali. Dopo un pò la vittima ha deciso di denunciarlo stufa delle continue minacce

Stefano Papi, durante le prime chiacchierate avvenute sul noto social network Facebook, aveva fatto credere alla 14enne di avere solo 18 anni.

I due si erano conosciuti nel 2011 e una volta aver saputo della grande differenza di età avevano continuato la loro relazione a distanza fatta per lo più di semplici chiacchierate sui social network e su whatsapp dove, con il passare del tempo, si erano incluse foto sempre più esplicite: “Sapeva che aveva più di 40 anni, perché lo aveva scoperto, ma comunque ha voluto vederlo e mi ha detto di aver avuto un rapporto con lui. Diceva che quell’uomo la sapeva comprendere e consolare”.

Il primo incontro tra Stefano Papi e la 14enne era avvenuto a Massa, era stata la vittima a prendere un treno di nascosto dai suoi genitori per raggiungere l’uomo che aveva successivamente incontrato la giovane una seconda volta in Lombardia.

La ragazzina era stata inizialmente sedotta da Stefano Papi che dopo alcuni rapporti sessuali completi consumati proprio con quest’ultima aveva iniziato a minacciarla. La denuncia dell’uomo era stata fatta dalla stessa vittima ormai stanca di tutte le minacce subite da quel presunto “fidanzatino” che ora è sotto accusa.

Gli agenti una volta raccolto le parole della giovane avevano avvertito i genitori e avevano controllato il profilo Facebook della ragazzina per poter arrivare a Stefano Papi: “Attraverso il profilo della giovane siamo arrivati al suo e poi abbiamo incrociato quel nominativo con l’utenza che ci aveva fornito. Abbiamo fatto capire alla ragazza che non doveva temere nulla. Nemmeno la rabbia della madre e del padre. Noi eravamo in imbarazzo perché in caserma, a quei tempi, non avevamo colleghe ed eravamo tutti maschi. C’era timore ad affrontare certi temi.”

Nel pc di Stefano Papi erano state trovate dagli esperti diverse immagini di pedopornografia scaricate più volte e foto scattate alle giovani che si spogliavano per lui in cam.

La sentenza dell’uomo, ormai diventato l’orco di Cecina, è prevista per il prossimo 11 febbraio.

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