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NewsStefano Salvatori, morto a 17 anni: “Non è stata una disgrazia, qualcuno lo ha spinto giù”

Stefano Salvatori, morto a 17 anni: “Non è stata una disgrazia, qualcuno lo ha spinto giù”

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Stefano SalvatoriStefano Salvatori, 17 anni, è precipitato da una balconata di un parco di Palestrina, in provincia di Roma, il 16 maggio del 2015. Inizialmente sembrava certo che il giovane fosse morto durante una gara di sputi ma, secondo la famiglia, qualcuno lo ha spinto volontariamente giù

Manila Salvatori, sorella di Stefano, ha deciso di parlare al settimanale Giallo per svelare i tanti punti che non tornano in questa triste vicenda.

“Finalmente, dopo tanto tempo, si è riaccesa in me la speranza di ottenere giustizia per mio fratello Stefano. Dopo silenzi, rinvii, carte decifrate male, perizie inverosimili e omissioni, il nuovo procuratore di Tivoli si è mostrato interessato a rileggere il fascicolo di Stefano, prima di arrivare a qualsiasi conclusione. Stavo per arrendermi. Le indagini erano state chiuse il 18 giugno scorso e, considerato il clima ostile, mi aspettavo una richiesta di archiviazione. Sono certa che invece verranno fuori tutte le incongruenze riscontrate da me e dalla mia figlia. Non siamo dei pazzi, anzi, siamo certi che il mio adorato fratello non sia precipitato da una balconata dopo una gara di sputi finita in tragedia, ma sia stato spinto giù da qualcuno“.

Secondo i familiari di Stefano Salvatori, quella sera erano presenti alcuni testimoni che, per paura o per complicità, continuano a tacere. Quella di Stefano dunque, potrebbe non essere un terribile incidente.

“Dopo la tragedia – continua Manila – la fidanzata di mio fratello è venuta a casa nostra a trovarci qualche volta, ma non mi è sembrata sincera. Ho messo insieme le sue parole contraddittorie e ho capito che mio fratello non è morto a causa di una caduta accidentale”.

Nel luogo in cui è avvenuta la tragedia, secondo quanto dichiarato alla sorella del 17enne, non sarebbero state fatte le necessarie verifiche su alcune tracce biologiche: “I “famosi” spunti consistono soltanto in due macchie scure fotografate a terra. Chi ha detto che si tratta di sputi? E chi ha detto che appartengono a Stefano? Le due perizie disposte dalla Procura, però, parlano solo della gara di sputi. Su quali basi? La Procura inoltre scrive che Stefano è caduto in avanti, come se stesse per compiere un tuffo, ed esclude la possibilità di una caduta di spalle“.

La famiglia ha però dimostrato il contrario, poichè dietro la schiena di Stefano Salvatori sono stati trovati due segni, delle ferite invece compatibili con una caduta all’indietro.

Ad appoggiare la tesi della famiglia, ovvero quella di una spinta volontaria, è stata invece una testimonianza: “[..] Ho saputo dalle mie amiche che questo bambino aveva detto di aver visto Stefano cadere a seguito di una spinta di un altro ragazzo“.

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