HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti dal mondoNewsStrage di Dacca, le testimonianze di due italiani sopravvissuti all’attentato

Strage di Dacca, le testimonianze di due italiani sopravvissuti all’attentato

di
dacca2

Le vittime italiane. Da: lanotiziagiornale.it

Una vera e propria strage quella avvenuta a Dacca un paio di giorni fa. A parlare di quei terrificanti momenti sono stati due sopravvissuti, dipendenti dell’Holey Artisan Bakery: uno è veneto, l’altro argentino di origini italiane

Si chiama Jacopo Bioni l’italiano sopravvissuto alla mattanza dell’assalto islamista avvenuto a Dacca. Da Verona, lo scorso gennaio Bioni aveva deciso di trasferirsi in Bangladesh per lavorare come chef, casaro e gelataio, all’Holey Artisan Bakery, che il 1 luglio si è trasformato in un luogo di sangue e terrore.

Jacopo avrebbe dovuto sostituire un cuoco argentino in ferie, si trovava insieme allo chef Diego Rossini nella cucina del ristorante, quando ha improvvisamente sentito gli spari. Entrambi sono saliti sul tetto del ristorante per poi lanciarsi nel vuoto e trovare riparo nei palazzi vicini.

“Stavo lavorando in cucina – racconta Jacopo – quando è arrivato un gruppo di amici italiani, tutti nel campo dell’abbigliamento, clienti abituali del ristorante. Tra loro anche la signora Adele, una donna speciale. Doveva tornare in Italia oggi. Credo siano tutti morti”.

“Sono andato a parlare con loro e mi hanno chiesto una pasta speciale all’italiana, così mi sono avviato verso la cucina. Allora ho sentito urla e spari e mentre provavo a uscire ho visto un ragazzo con un’arma automatica che si avvicinava al tavolo degli italiani. Sono scappato insieme a Diego e altri colleghi nella direzione opposta, dal retro della cucina dove si trova una scala che va sul tetto al secondo piano. Poi hanno iniziato a sparare nella nostra direzione, a lanciare granate e allora ci siamo lanciati sotto”.

A parlare di quegli orribili attimi è stato anche Diego Rossini, l’altro sopravvissuto: “Sono arrivati con grandi borse contenenti esplosivi, bombe e granate. Utilizzavano anche armi bianche. Avevano tra i 20 e i 25 anni. Gridavano Allah Akbar. Uno degli aggressori mi ha sparato, ma non mi ha colpito. So che hanno ucciso dei cinesi, un indiano e dei bengalesi. Ma molte delle vittime sono italiane”.

“Al momento dell’attentato – ricorda Diego – nel ristorante c’erano due tavoli di clienti italiani, uno composto da circa sette persone e l’altro da tre. Siamo sicuri che alcuni sono morti. Ne conoscevo molti, erano clienti eccellenti e anche amici [..]. Erano passate da poco le 20 e 30, io ero nella zona della cucina dove escono i piatti. C’era poca gente, per fortuna. Poteva essere una tragedia molto più grande. Il problema è che di questi venti clienti almeno dieci erano italiani. Tra questi c’era anche una signora siciliana molto conosciuta che vive a Dacca da oltre venti anni. Erano persone piacevoli, lavoratori, imprenditori, molto corretti. Gente normale”.

Fonte: Repubblica.it

Lascia un commento

Back to Top