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Cold CaseStrage di via Caravaggio: il dna di Domenico Zarrelli è sul luogo dell’eccidio
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Strage di via Caravaggio: il dna di Domenico Zarrelli è sul luogo dell’eccidio

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Un caso irrisolto e avvolto ancora nel mistero quello della strage di via Michelangelo da Caravaggio nella parte alta del quartiere Fuorigrotta di Napoli

caravaggioEra la notte del tra il 30 e il 31 ottobre del 1975, quando l’intera famiglia Santangelo venne ammazzata nella loro abitazione sita al quarto piano di un palazzo

Le tre vittime furono Domenico Santangelo di 54 anni, rappresentante di vendita, sua moglie Gemma Cenname di 50 anni, ostetrica, e la figlia Angela Santangelo, impiegata. I corpi dei due coniugi furono ritrovati nella vasca da bagno insieme al corpo del loro cane uno Yorkshire terrier di nome Dick.

Il corpo della ragazza venne invece ritrovato sul letto matrimoniale avvolto in un lenzuolo. Considerando che sono passati quasi 40 anni dall’accaduto, il caso non si è mai risolto, a causa dei limiti che aveva allora la scientifica.

Si arrivò soltanto alla conclusione che chi ha lasciato le impronte di sangue sul pavimento, dove presumibilmente si è consumato il delitto, avesse un numero di scarpe di 41-42. Furono rinvenute anche delle impronte digitali su una bottiglia di whisky e una di brandy, ma queste risultarono incompatibili con il sospettato dell’omicidio Domenico Zarrelli, nipote di Gemma Cenname.

Domenico Zarrelli secondo le prime indagini che lo videro condannato all’ergastolo nel 1976, avrebbe agito in prenda ad un attacco d’ira dopo il rifiuto della zia di dargli dei soldi. Bisogna ricordare però che lo stesso Zarrelli fu assolto nel 1986 in Cassazione con formula piena  e risarcito per i danni morali subiti.

Ora si riapre il caso, con nuovi indizi di colpevolezza, analizzati dall’Unità Delitti Insoluti della Polizia di Stato, dove si sarebbe appurato, contrariamente a quanto fatto in passato, con la presenza del dna di Domenico Zarrelli su quattro cicche di sigarette e uno straccio da cucina.

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