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FemminicidioNewsOmicidi in FamigliaStrangola la compagna al compleanno della figlia: “Non la sopportavo più”
Alessandria

Strangola la compagna al compleanno della figlia: “Non la sopportavo più”

di

carabinieriVittorio Vincenzi ha ucciso la compagna, la 29enne Elizabeth Huayta Quispe, durante la festa di compleanno della sua bambina. L’uomo avrebbe confessato tutto al nipote: “Non ce la facevo più a sopportarla”

Una torta, la prima candelina della loro figlia e la casa già addobbata per il Natale. Una piccola festa di compleanno, si è purtroppo conclusa nel peggiore dei modi.

Elizabeth Huayta Quispe è stata uccisa dal compagno, padre della bambina, il quale era stato denunciato proprio dalla donna per stalking. L’uomo era stato allontanato dalla famiglia, ma per il compleanno della figlia, la 29enne aveva deciso di riammetterlo in casa per far felice la piccola.

La festa era iniziata subito male a causa di un litigio tra i due, che ha costretto Elizabeth a chiedere l’aiuto della forze dell’ordine per allontanare nuovamente il compagno. Il pianto del primo figlio della coppia, di 3 anni, ha però messo a tacere tutto, compreso il litigio, convincendo la donna a far rimanere colui che a breve si sarebbe trasformato in un assassino.

Durante la festa infatti, Elizabeth e Vittorio hanno nuovamente litigato e durante questo ennesimo e furioso litigio, lui ha stretto le mani intorno al collo della donna strangolandola, mentre immergeva il suo volto in una pentola di acqua calda.

Un terribile omicidio, forse premeditato, che ha sconvolto tutti. Quasi nessuno infatti, sembrava essere a conoscenza del rapporto così burrascoso tra la vittima e il suo compagno.

A parlare sono stati alcuni vicini e condomini della coppia: “Non avrei mai creduto che tra loro potesse finire così. Conoscevo entrambi, certo. Non più di tanto. Però lui sempre cordiale e gentile. Vedevo di più lei, anche perché qualche volta la incrociavo anche al parco quando portavo i miei bambini. Oppure, rincasando, mi capitava di aiutarla con le borse della spesa o con il passeggino. Mi sembravano due persone serene“.

E ancora: “Di certo erano due brave persone. Se mi aveste chiesto martedì cosa ne pensavo, non le avrei mai giudicate né violente né, ancora meno, capaci di un omicidio. Non so cosa può essere scattato nella testa di lui. Io non mi sono accorto di nulla, finché non ho visto dalla finestra le auto dei Carabinieri”.

Fonte dichiarazioni: Quibrianza.it

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