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Vincenzo Liotta, lo studente scomparso a Palermo ritrovato carbonizzato

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Vincenzo Liotta, lo studente palermitano di cui non si avevano più notizie da giovedì mattina, è stato trovato morto carbonizzato. I carabinieri della compagnia di Patti e i militari della stagione di Piraino, stanno lavorando senza sosta per ricostruire la vicenda. I familiari: «Vincenzo amava la vita!». Esclusa l’ipotesi del suicidio e scartata quella dell’omicidio.

vincenzo liottaIl corpo di Vincenzo Liotta è stato trovato carbonizzato nei pressi dell’abitazione rurale della sua famiglia, situata a Piraino (Messina). I carabinieri seguono la pista dell’esplosione accidentale in quanto quella del suicidio appare poco plausibile e le circostanze escludono anche che si possa essere trattato di un omicidio.

Mercoledì mattina Vincenzo è uscito di casa senza avvertire i genitori, diretto alla casa di famiglia a Piraino. Lo studente si stava occupando della ristrutturazione e aveva scelto persino le nuove mattonelle per il pavimento. Verso le 16 i genitori hanno provato a contattarlo sul cellulare, preoccupati per la sua assenza. Immediatamente sono partite le ricerche. Secondo alcune indiscrezioni pare che il cellulare del ragazzo fosse stato intercettato per l’ultima volta alle 22.30 presso l’aeroporto di Punta Risi, ma i carabinieri hanno smentito questa informazione.

Il messaggio della sua scomparsa è stato condiviso da amici e parenti su Facebook. In un primo momento nessuno ha pensato che Vincenzo potesse essere andato a Piraino. Il giorno seguente il padre dello studente palermitano ha notato che mancavano le chiavi dell’abitazione. Ha chiamato alcuni vicini per un sopralluogo e si sono trovati davanti ad una scena straziante. Il corpo del giovane Vincenzo era carbonizzato al volto e al busto e presentava alcune bruciature sugli arti.

I carabinieri hanno escluso il suicidio perché lo studente lavorava presso l’azienda edile del padre e viveva in una famiglia sana. Inoltre da qualche tempo aveva deciso di acquistare dei biglietti per un viaggio a Medjugorie. Mercoledì i vicini hanno visto una nuvola di fumo nero proveniente dall’abitazione ma hanno pensato che si trattasse di sterpaglie.

Accanto al corpo del ragazzo c’era della pasta, alcune sterpaglie, legna e due bottiglie di benzina. Con molta probabilità aveva deciso di cucinare un piatto di pasta ed è rimasto vittima di un’esplosione. Inoltre i carabinieri hanno rilevato che l’abitazione dei Liotta è situata a 300 metri di altezza sul livello del mare, dunque la pressione all’interno delle bottiglie potrebbe essere aumentata investendo la vittima al volto. Un’altra spiegazione plausibile è che il ragazzo era un fumatore. Tutti i dubbi verranno chiariti dopo l’esame autoptico che sarà eseguito domani mattina.

Fonte: Today.it

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