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Studenti scomparsi in Messico, ritrovati 28 cadaveri carbonizzati

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E’ il 26 settembre quando in Messico, nello stato di Guerrero, spariscono nel nulla 43 studenti in seguito ad una protesta tenutasi nella città di Iguala e bloccata con le armi dalla polizia dello Stato ed è’ notizia di pochi giorni fa il ritrovamento di 28 cadaveri bruciati e resi irriconoscibili dalle fiamme

sttudentidsaperecidos_26settembre2014Di questi 28 corpi senza vita, secondo le confessioni rilasciate da due malviventi della zona, ben 17 sarebbero dei 43 studenti scomparsi in Messico.
Gli studenti appartengono tutti alla scuola normale di Ayotzinapa, a 120 m da Iguala, nota per dare ai suoi studenti una formazione scolastica e culturale che si basa sulla coscienza sociale e che, di conseguenza, finisce con l’attaccare i narcos e il governo attualmente in carica.

Le scuole normali, infatti, sono uno strumento di istruzione per le classi sociali meno abbienti per difendersi dalla classe politica locale.
In questa faccenda, l’aspetto più inquietante è proprio la posizione dei poliziotti e del sindaco di Iguala, che sarebbero stati rispettivamente gli esecutori materiali e l’artefice dei fatti incresciosi della notte del 26 settembre. I poliziotti, infatti, collaborano col cartello Guerreros Unidos, e la stessa cosa si può dire del sindaco di Iguala Jose Luis Abarca Velazquez.

Secondo le ricostruzioni ufficiali, gli studenti vogliono botear, cioè raccogliere del denaro per partecipare alla manifestazione commemorativa della strage di Plaza Tlatelolco, avvenuta il 2 ottobre del 1968. Decidono quindi di fare irruzione non violenta in tre autobus che transitano dalla stazione, senza che i conducenti dei mezzi pubblici abbiano nulla da ridire. Sono solo ragazzi, quegli studenti, sicuramente non vogliono fare nulla di grave né far male a nessuno, avranno pensato. Quando scendono dagli autobus, però, quei 43 studenti trovano una pessima sorpresa: gli uomini della polizia li stanno accogliendo con una moltitudine di mitra spianati.

Tre studenti rimangono uccisi, 25 feriti di cui uno clinicamente morto e gli altri cercano di salvarsi ma di loro viene persa ogni traccia. Fino al ritrovamento, appunto, dei 28 cadaveri.
Al momento, son stati arrestati 22 poliziotti e 8 narcotrafficanti coinvolti nella strage del 26 settembre mentre il sindaco di Iguala e la moglie sono ancora latitanti.
Il procuratore Inaki Blanco ha dichiarato che per riconoscere i corpi ci vorranno dalle due settimane ai due mesi. Nel frattempo, però, le famiglie degli studenti desaparecidos non hanno ancora pace.

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