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Misteri ItalianiSuicida Emanuele Insinna
Emanuele Insinna

Suicida Emanuele Insinna

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Emanuele Insinna era uno stretto collaboratore di Giuliano Tavaroli, l’ex capo della security governance di Telecom al centro dell’inchiesta dossier illegali.

Emanuele Insinna, 54 anni, capo dell’ufficio sicurezza di Telecom Italia a Roma ha deciso di suicidarsi nella giornata odierna dopo essersi lanciato dal terrazzo del palazzo del gruppo a Parco De Medici, zona Magliana Vecchia, alla periferia nord della capitale.Emanuele Insinna

Il funzionario, da  ben 14 anni all’interno dell’ azienda, aveva lavorato spalla a spalla  con l’ex capo della security Telecom Giuliano Tavaroli, messo al centro di uno scandalo intercettazioni e dossier illegali per il quale, grazie ai suoi avvocati, ha concordato la pena.

Emanuele Insinna, anche se stretto collaboratore di Tavaroli, non è mai stato assolutamente  mai indagato da pm.

Il suicidio, secondo le indiscrezioni, sarebbe avvenuto dopo le11 quando l’uomo è uscito dal suo ufficio per andare diritto sul terrazzo.

L’inchiesta Telecom ha inizio nel 2005 e riguarda Tavaroli e un gruppo di investigatori privati, forze dell’ordine e funzionari dei servizi che, secondo l’accusa, costituirono un sistema di dossieraggio illegale su personalità politiche, personaggi pubblici, dello sport e dello spettacolo, stilando un sistematico basato su intercettazioni telefoniche.

Tavaroli è stato accusato al processo con i seguenti capi di imputazione: associazione a delinquere, corruzione internazionale, detenzione e divulgazione di materiale riservato.

Nel 2009 ha richiesto il patteggiamento della pena a quattro anni e mezzo di reclusione e 60mila euro di risarcimento.

Quello di oggi non è assolutamente il primo suicidio misterioso tra i funzionari della sicurezza di Telecom.

Adamo Bove, ex poliziotto che prese il posto di Tavaroli in azienda, si è pertanto suicidato nel 2006 dopo che si era buttato da un cavalcavia a Napoli e secondo la versione ufficiale, su cui i familiari hanno sempre espresso dubbi.

A giugno 2013 Marco Tronchetti Provera, ex presidente di Telecom Italia, venne condannato dal Tribunale di Milano a un anno e 8 mesi per ricettazione nel processo sul caso Kroll,  con un risarcimento disposto a favore di Telecom Italia pari a 900mila euro.

 

 

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