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Suicidio Francesco Menetto: le dichiarazioni del figlio farmacista

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Francesco Menetto si è suicidato dopo che il figlio Marco Menetto e sua moglie sono finiti ai domiciliari perchè coinvolti nel traffico di medicinali rubati

Francesco MenettoFrancesco Menetto, noto pediatra di 65 anni, solo due giorni fa aveva espresso il suo disappunto sull’arresto del figlio farmacista: “Non capisco perché lo tengano in arresto, così non può né difendersi né lavorare. E poi qualcuno ha messo in dubbio anche il mio lavoro, mi hanno chiesto se c’entrano qualcosa le medicine che ho prescritto ai bambini”.

Disperato per quell’arresto che gli aveva portato via anche numerosi pazienti, il 65enne si è ucciso gettandosi nel vuoto. Accanto a lui c’era la sua compagna di avventure che poco prima di seguire il marito in quel folle gesto ha esitato e non ce l’ha fatta a farla finita.

Nelle ultime ore Marco Menetto è stato liberato ma un padre non ce l’ha più. Quelle indagini iniziate nel 2012, come scrive Il Corriere della Sera, hanno letteralmente stravolto la vita alla famiglia Menetto.

Il giovane non prova risentimenti contro la Magistratura ma solo un immenso dolore per la perdita del suo caro papà che ha sempre creduto in lui: “Prima mi è crollato il mondo addosso, adesso è esploso: mio padre si è ucciso, mia madre voleva uccidersi ed è ricoverata sotto choc. Ora penso solo di fare in modo che non le succeda niente”.

Quell’arresto è stato per Francesco Menetto una vera e propria umiliazione e l’inizio di una imminente rovina: “Quando il mio arresto è finito sui giornali le mamme dei pazienti hanno cominciato a fare domande a mio papà sui farmaci che aveva prescritto ai figli, hanno cancellato gli appuntamenti. Lui che aveva sempre lo studio pieno, che correva a fare visite di notte o di domenica, che non andava al cinema per non spegnere il cellulare, si è trovato un intero giorno con lo studio vuoto: neppure un bambino”.

Poi Marco conclude: “Potevamo farcela. Io non ho trafficato in farmaci. Mi contestano di aver comprato da una ditta che avrebbe riciclato medicinali ma non ne so nulla: ho pagato con bonifici, ho fatturato e ho mandato i numeri di serie al ministero. Non avevo niente da nascondere”.

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