HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsSuicidio in carcere: la famiglia di Ramona Cortese vuole la verità
ramona cortese

Suicidio in carcere: la famiglia di Ramona Cortese vuole la verità

di

Ramona Cortese, una giovane di 27 anni detenuta in cella nella sezione femminile del carcere Don Bosco di Pisa, è stata trovata morta lo scorso 14 agosto. Ma la famiglia non crede alla storia del suicidio e vuole sapere la verità.

ramona corteseRamona Cortese soffriva di dislessia e per questo motivo non era capace di allacciarsi le scarpe da sola. Ecco perché per la famiglia è molto difficile credere alla storia del suicidio: Ramona non poteva fare un cappio con il lenzuolo. Tra il dolore e la rabbia si è insinuato il sospetto che sia accaduto qualcos’altro in quella cella, Ramona Cortese era una ragazza orgogliosa e non aveva mai fatto intendere che avesse intenzione di farla finita.

Il 7 agosto Ramona Cortese aveva compiuto 27 anni e ha passato il suo compleanno da sola, in cella. La ragazza era detenuta presso la sezione femminile del carcere Don Bosco di Pisa dal 31 luglio in seguito alla sospensione per i domiciliari. Era accusata di stalking e violenza sessuale nei confronti della sua ex fidanzata. Il periodo di detenzione era iniziato il 16 aprile e tutto filava liscio, sino a quando ha aggredito la madre che ha chiamato i carabinieri.

L’avvocato di Ramona Cortese ha raccontato che la ragazza era sicuramente arrabbiata ma non così disperata e depressa. A breve si sarebbe aperto anche il processo per droga in cui era imputata e per cui aveva già scontato la pena in carcere. In passato aveva avuto problemi con le guardie carcerarie e con le altre detenute però secondo l’avvocato Pollini, Ramona che non aveva forza nelle braccia, non ha fatto tutto da sola. Condivideva la cella con altre ragazze ma passava fuori 8 ore della giornata così come previsto dal regolamento. Era da sola quando si è uccisa.

La famiglia ha denunciato la difficoltà di avere delle informazioni, i carabinieri di Scarlino hanno comunicato la morte di Ramona telefonicamente e i Cortese si sono dovuti mettere alla ricerca del corpo della ragazza per tutta la città di Pisa perché in carcere nessuno sapeva dove era stata portata la salma.

Ramona Cortese era di nuovo sola, ma questa volta su un freddo lettino dell’obitorio dell’ospedale di Santa Chiara perché il procuratore aveva disposto l’autopsia di sua iniziativa. La polizia penitenziaria ha avviato un’indagine interna e la scientifica ha effettuato i rilievi in cella.

Lascia un commento

Back to Top