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Tatiana Tulissi, riaperte le indagini sul cold case del 2008: chi la odiava così tanto da ucciderla?

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La scorsa settimana vi abbiamo parlato della riapertura del caso dell’omicidio di Tatiana Tulissi e dei nuovi sospetti sul compagno Paolo Calligaris. Su Giallo num. 10 è riportato il pensiero della madre: «Se non ha nulla da nascondere, perché non ha mai lottato per trovare l’assassino della sua compagna?».

tatiana tulissiLa domanda è lecita e la riapertura delle indagini fa ben sperare che il cold case di Tatiana Tulissi questa volta possa essere chiuso assicurando alla giustizia chi l’ha uccisa. La madre della 37enne che venne uccisa con 3 colpi di pistola l’11 novembre del 2008 davanti al cancello della villa in cui viveva con il compagno Paolo Calligaris, ha ricordato a Giallo num. 10 quanto fosse speciale Tatiana e che per lei la vita si è fermata quel giorno. A finire nel mirino degli inquirenti oltre a Paolo Calligarsi il figlio Giacomo, entrambi scagionati dall’accusa di omicidio volontario. La scorsa settimana però il nipote dell’imprenditore delle sedie è stato nuovamente indagato.

Meri Conchione non si è mai arresa, ha capito che qualcosa nelle indagini è andato storto e, come accade spesso in questi casi, è solo grazie alla caparbietà della famiglia che il fascicolo non è rimasto in archivio e un giudice ha deciso di andare a fondo nella vicenda. Una vicina di casa riferì di aver sentito dei colpi di pistola alle 18.29 e qualche minuto dopo giunse anche Calligaris che chiamò i soccorsi. La signora Conchione nutre seri dubbi sul fatto che l’uomo non fosse in casa al momento del delitto, in soli tre minuti appare improbabile che una persona riesca ad entrare dentro, trovare il telefono e allertare i soccorsi. Ma sono molti gli errori fatti in questa inchiesta, così come ha ammesso il nuovo capo della Procura di Udine, Antonio De Nicolo, che ha dichiarato: «Il tempo trascorso dal delitto non è a nostro favore e sappiamo di scontare errori commessi nella fase iniziale delle indagini. Tanto più è incontaminata la scena del crimine, maggiori sono le possibilità di venire a capo del delitto. Quella sera invece l’area non fu completamente isolata fino all’arrivo degli esperti»; l’esame dello stub, necessario per accertare la presenza (o meno) di polvere da sparo su un sospettato, venne effettuato molte ore dopo il delitto di Tatiana Tulissi e prima del test Paolo Calligaris si lavò le mani con il disinfettante. Nonostante tutto sia lui che il figlio, che all’epoca dei fatti era ancora minorenne, risultarono positivi. «Ho maneggiato il corpo della mia compagna per soccorrerla», questa la sua giustificazione. Sono passati 20 minuti prima che i soccorritori giungessero sul posto, per terra c’erano solo le ogive di una calibro 38 che non è mai stata ritrovata. Cinque in totale, ma i colpi mortali per Tatiana Tulissi furono tre, di cui due alla testa. Chi ha ucciso la donna l’ha massacrata, come se si trattasse di un’esecuzione.

Tatiana Tulissi, qualche mese prima dell’omicidio, aveva perso il bambino che portava in grembo e il dolore di sua madre si acuisce quando pensa che non è riuscita a realizzare il suo più grande sogno. Soffriva molto dopo l’aborto e il compagno non le è stato vicino.

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