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Femminicidio“Ti amo, perdonami”: le lettere di scuse di chi ha ucciso la propria donna

“Ti amo, perdonami”: le lettere di scuse di chi ha ucciso la propria donna

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violenza2Sono tante le donne vittime di violenza, martiri di quegli uomini aggressivi che prima picchiano, maltrattano, magari uccidono, e poi chiedono scusa. Le lettere di scuse di uomini che hanno poi ucciso o nuovamente aggredito le loro compagne sono state raccolte nel libro intitolato “No te mueras por mì”

Rachel è solo una delle tante donne uccisa dal suo uomo, dallo stesso che un mese prima di commettere il brutale gesto aveva scritto una lettera in cui chiedeva perdono: “Ho bisogno che tu mi perdoni e che cerchiamo di dimenticare tutto quello che è successo. Giuro che non accadrà più. Tu sei l’amore della mia vita. Ti amo”. Quelle parole sono bastate per convincere Rachel a non denunciare il male che il compagno le aveva fatto, quelle stesse parole sono servite a far tornare Rachel dal suo uomo, che dopo un solo mese l’ha picchiata fino ad ucciderla.

Sono ben 25 le lettere di scuse raccolte nel libro “No tue mueras por mì”, un’opera peruviana pubblicata per “interrompere questo circolo vizioso” di quegli uomini troppo violenti e meschini. Negli ultimi 4 anni in Perù sono state uccise 482 donne, 482 casi analoghi dove gli aggressori prima maltrattavano poi chiedevano scusa con messaggi d’amore.

Queste sono solo alcuni dei messaggi pubblicati nel libro, parole scritte da uomini che poco dopo hanno avuto il coraggio di togliere la vita alla propria donna: “Ti amo, lo sai. Un errore lo commette chiunque. Non lo farò mai più, te lo giuro. La cosa più importante della mia vita sei tu. Sai, non riesco a dormire pensando a tutta questa merda. Siamo stati tanti anni insieme e sai che ti amo. Tu sei la mia regina, non lo sarà nessun’altra, tu sei la mia donna, nessun’altra! Per favore, pensaci: se vuoi ti posso dimostrare che sono cambiato. Te lo giuro. Ti amo! Perdonami!”.

Ed ancora: “Amore mio, ho fatto una cazzata, ho mentito e io non ho pensato a quello che poteva succedere. Non voglio che questo intacchi la nostra fiducia reciproca. Ora ho bisogno di essere perdonato e dimenticare tutto quello che è successo”, “Grazie per avermi scelto, grazie per respirare, parlare, sorridere, ascoltare, grazie di esistere. Grazie, un milione di grazie per permettermi di amarti“.

Ognuna di queste lettera ha un epilogo tragico, che si può leggere girando il libro. Tra questi quello di Rachel che “cinque settimane dopo avere letto il messaggio, ha esalato il suo ultimo respiro”.

Il messaggio che vuole lanciare il libro è molto chiaro: Se ti identifichi con queste donne, non aspettare di finire come loro“.

Fonte: Vanityfair.it

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