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Cold CaseNewsTommasina Olina, dopo 16 anni arriva la condanna: il figlio sconterà l’ergastolo

Tommasina Olina, dopo 16 anni arriva la condanna: il figlio sconterà l’ergastolo

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Tommasina OlinaTommasina Olina, 78 anni, venne trovata morta all’ingresso del casolare in cui viveva il 6 gennaio del 2000. Dopo 16 anni dall’omicidio, la Corte d’Assise ha confermato la colpevolezza del figlio, Nicola Nanni, il quale è stato condannato all’ergastolo

Si è concluso con una condanna all’ergastolo il cold case di Tommasina Olina. Il figlio, Nicola Nanni, dovrà scontare una pena eterna perchè accusato di aver ucciso la mamma fracassandole il cranio. L’inchiesta, dopo anni di silenzi, nel 2008 arrivò alla svolta grazie ad alcune analisi effettuate sulla presunta arma del delitto, un’ascia, su cui sono state trovate tracce che hanno portato al figlio della vittima. Nel 2011 a confermare che proprio con quell’ascia venne uccisa Tommasina Olina fu una perizia grazie alla quale venne confermato che le ferite riportate dalla vittima erano compatibili con l’arma.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il movente di questo brutale omicidio furono interessi economici dato che Nicola Nanni, dopo il decesso della madre, ha ottenuto in eredità terre, case e soldi, che quest’ultimo temeva che la madre volesse spendere prima di morire.

Nonostante la condanna, Nicola continua a dichiararsi innocente: Sono innocente, prendo un’accusa che non è giusta e mi distrugge. Passo per un criminale senza esserlo. Non ho rimorsi perché so di essere innocente e la sofferenza è doppia perché l’autore dell’omicidio di mia madre non è stato cercato ed è libero. Continuo a credere che prima o poi verrà fuori la verità!”.

Queste invece le parole dei difensori dell’uomo: “Fermo restando il rispetto per il libero convincimento dei giudici siamo rimasti francamente sorpresi per la condanna. Ci sono delle prove di natura scientifica ed oggettive che non possono essere ignorate. Tra i molti elementi di prova dell’innocenza, spicca come sia stato lo stesso consulente della Procura a sconfessare che l’arma del delitto fosse l’accetta ritrovata. Vedremo dunque come la motivazione si confronterà con questi temi di prova decisivi. Riteniamo che fino ad oggi in questo processo abbiano vinto le suggestioni. Nicola Nanni è innocente“.

Fonte: Ansa.it – Repubblica.it

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