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NewsTony Drago vittima di nonnismo: le prove in una piscina

Tony Drago vittima di nonnismo: le prove in una piscina

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Le nuove perizie confermano che Tony Drago è stato umiliato e costretto a fare le flessioni, poi è stato colpito con un badile.

Nuovi aggiornamenti sul caso di Tony Drago direttamente da Giallo di questa settimana. Ormai è chiaro che non è un suicidio ma un omicidio. Le nuove perizie hanno accertato che le ferite riportate dal caporalmaggiore dell’esercito non sono compatibili con una caduta dall’alto. La morte inoltre sarebbe avvenuta in due tempi diversi, un colpo alla schiena e una botta alla testa. La madre di Tony Drago attende dal 6 luglio 2014 di conoscere la verità.

L’esercito nella prima versione ufficiale infatti parlò di suicidio, Tony si era lanciato da una finestra perché stava attraversando un momento difficile dopo la fine della sua relazione. Mamma Rosaria ha detto a Giallo: «Il mio ragazzo non aveva motivi per togliersi la vita. Negli ultimi tempi viveva con disagio la vita militare in caserma. È lì dentro che vanno ricercati i suoi assassini». Dopo l’archiviazione dell’inchiesta la procura di Roma ha riaperto le indagini iscrivendo nel registro degli indagati otto militari. L’avvocato della famiglia Drago sostiene che “è rimasto vittima di un atto di nonnismo in caserma”.

Sempre l’avvocato Dario Riccioli ha spiegato che in base alle perizie si evince che Tony Drago era stato vessato da qualcuno che lo ha obbligato a fare le flessioni e mentre le eseguiva è stato colpito con un oggetto (forse un badile) e non si può escludere che qualcuno si sia seduto sulla schiena. Le fratture ha cranio però hanno causato la morte. Prima però ha sofferto molto. Determinante anche la perizia cinematica che è stata fatta dall’ingegnere La Cava, che con un esperimento nella piscina ha dimostrato che l’ipotesi del suicidio era fantasiosa. Maggiori approfondimenti su Giallo.

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