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Tragedia di Macalube: Fontana e Gucciardo non rispondono

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Mimmo Fontana e Daniele Gucciardo, gli esponenti di Legambiente indagati per la tragedia nella Riserva di Macalube, non hanno risposto alle domande del sostituto procuratore. Sono accusati di cooperazione in omicidio colposo plurimo dei due fratellini Laura e Carmelo Mulone, sepolti sotto una colonna di fango generata dopo l’esplosione di un vulcanello.

macalubeIl sostituto procuratore Carlo Cinque, titolare dell’inchiesta, ha tentato in tutti i modi di far parlare Fontana e Gucciardo. Fontana, è diventato da poco assessore comunale ed è indagato in qualità di direttore della riserva naturale Macalube; Gucciardo invece è un operatore. D’accordo con i loro avvocati, hanno deciso di non rispondere. Probabilmente lo faranno dopo aver approfondito gli esiti della perizia predisposta dalla Procura della Repubblica di Agrigento dove si legge che la riserva è sprovvista di paramenti di sicurezza previsti dalla normativa vigente ed in uso nelle altre riserve italiane. Nell’area dove si è verificata la tragedia, non c’erano passerelle e cordoni si sicurezza. Inoltre era sprovvista di zone di sosta e di avvisi per i visitatori.

Il 27 settembre dello scorso anno, la montagna di fango ha risucchiato i fratellini Laura e Carmelo Mulone di 7 e 10 anni, che visitavano la zona insieme al padre, Rosario Mulone di 46 anni. L’uomo, un carabiniere, è riuscito a salvarsi e ha tentato di estrarre i due figli. La piccola è stata soccorsa ma il massaggio cardiaco è stato inutile. Il più grande è stato trovato molte ore dopo ormai privo di vita. La riserva delle Macalube è uno dei luoghi più attraenti dell’Agrigentino ed è preso d’assalto da turisti provenienti da tutte le parti del mondo.

Le esplosioni dei vulcanelli sono fenomeni naturali causati dall’accumulo di metano nel terreno e avvengono con una certa frequenza. Solitamente ci sono dei “segnali premonitori”. Fontana qualche giorno dopo la tragedia ha raccontato che nel mese di agosto aveva provveduto ad interdire l’area per due settimane. Purtroppo la riserva pubblica è aperta al pubblico e non si può controllare il flusso dei visitatori.

Fonte: Agrigento Informazione

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