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Tragedia familiare a Napoli: le reazioni

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I residenti di Vico Bagnara, nel cuore del centro storico di Napoli sono ancora increduli. La tragedia familiare scoperta nel primo pomeriggio di ieri li ha sorpresi perché Alfredo Palumbo, il maresciallo dei Carabinieri che ha ucciso la moglie il figlio e poi si è tolto la vita, era un uomo per bene, discreto e riservato al punto giusto.

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Quando la notizia ha fatto il giro del web, anche noi abbiamo raccontato alcuni dettagli della tragedia familiare, oggi però sono emersi nuovi dettagli. I fatti si sono verificati nelle prime ore del mattino, Alfredo Palumbo si è avvicinato alla moglie, Consuelo Molese, che era nella loro camera da letto e ha sparato due colpi di pistola. Poi ha raggiunto i figlioletto di 11 anni nella sua stanzetta e ha sparato altri due colpi di pistola. Infine ha puntato la Beretta 92sb d’ordinanza alla gola e ha premuto per l’ultima volta il grilletto. Il maresciallo Alfredo Palumbo nel 2011 aveva manifestato i sintomi di una depressione che sembrava aver risolto. Evidentemente non era così.

Questa mattina è stata disposta la nomina del medico legale che eseguirà l’autopsia sui cadaveri per stabilire l’ora in cui è avvenuto il duplice omicidio-suicidio.

Solitamente, dopo una tragedia familiare, i vicini di casa sono i primi a rilasciare delle opinioni e nella maggior parte dei casi affermano: «Erano brave persone!». In questo caso non si tratta di un’espressione di circostanza perché Alfredo Palumbo da piccolo giocava con i suoi amichetti tra i vicoli della zona. Crescendo invece era diventato molto taciturno. Quando ha deciso di diventare carabiniere ha lasciato Vico Bagnara e si è trasferito a Firenze. Consuelo l’ha seguito e il piccolo Francesco ha passato i primi anni della sua vita nel capoluogo toscano. Da un paio d’anni erano tornati a Napoli, proprio nelle viuzze che l’hanno visto crescere.

Il maresciallo Palumbo era sempre molto cordiale e sorridente, dal meccanico ai negozianti, nessuno riesce a trovare in lui un punto negativo. Le vicine di casa sostengono che i coniugi erano eccessivamente riservati e in una zona in cui tutti si scambiano favori questo era considerato molto strano, qualcuno però sostiene che non si possono giudicare delle persone da queste sciocchezze.

In passato Alfredo aveva prestato servizio in moto, ma ormai svolgeva ruoli d’ufficio. Consuelo invece lavorava con la sorella che è un avvocato. Tutti ricordano il figlio di 11 anni come un “piccolo principe” sempre ben vestito e mai fuori posto. Questa tragedia familiare non ha ancora un movente anche perché nessuno sa cosa accadeva nell’appartamento di Vico Bagnara fresco di ristrutturazione, quando la porta si chiudeva.

Fonti: Il mattinoIl messaggero

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