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Delitti ItalianiTullio Brigida: uccise i figli per vendicarsi della moglie Stefania

Tullio Brigida: uccise i figli per vendicarsi della moglie Stefania

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Nel 1995 vennero trovati i corpi di tre bambini, erano i figli di Tullio Brigida e Stefania Adami. La donna stanca di botte e violenze decise di chiedere la separazione. Non si è mai pentito e non ha chiesto scusa all’ex moglie.

Tullio Brigida, un malavitoso romano, nel 1993 ha rapito i suoi figli, poi li ha uccisi per fare un dispetto alla moglie che lo aveva lasciato. La storia di Tullio e Stefania sembra uscita da un romanzo, lei studentessa all’ultimo anno delle superiori in un liceo del quartiere della Magliana, lui 27enne poco affidabile e non accettato in famiglia. Quando Stefania rimane incinta viene colpita con 13 coltellate perché Tullio era contrario, viene condannato a 4 anni per omicidio ma madre e figlia sopravvivono e dopo averle chiesto scusa, i due si sposano in carcere. Quando torna in libertà si trasferiscono ad Acilia e dalla loro unione nascono altri due figli. Tullio Brigida non era certo un marito modello, inizia a lavorare con i suoi vecchi amici, è violento e picchia Stefania. Stanca di subire alla fine decide di chiedere la separazione. Tullio la perseguita poi il 18 settembre 1993 dice all’ex moglie che vuole passare il Natale con i figli in una villetta a Santa Marinella che ha preso in affitto. Accetta a malincuore e ogni giorno sente i figli a telefono, sino al 2 gennaio 1994.

Stefania chiama i carabinieri ma non possono intervenire, nella notte tra il 4 e 5 gennaio Tullio Brigida si presenta in ospedale in seguito ad un presunto incidente stradale e 4 giorni dopo viene ricoverato per una ferita di arma da fuoco alla gamba. Racconta di essere stato bloccato da due auto e uno sconosciuto lo ha sparato mirando alla gamba. Il medico legale però è convinto che sia un autoferimento ma Brigida insiste e dice che è stata la moglie a mandarle dei sicari, parla inoltre delle sue attività criminali arrivando persino a sostenere che gli avevano imposto di tacere se non voleva vedere morti i suoi figli. Qualche tempo dopo però il Tribunale dei Minori toglie a Tullio la patria potestà e decide di dare appuntamento a Stefania a Santa Marinella per consegnare i bambini. Sul posto ci vanno i Carabinieri ma non c’è nessuno e Brigida insiste dicendo all’ex moglie che se li vuole rivedere vivi deve tornare con lui. Non contento piazza anche una bomba nella casa dei genitori, la strage è stata evitata solo perché la madre di Stefania si era accorta che c’era qualcosa.

Il 24 marzo 1994 Tullio Brigida viene arrestato. Tutti vogliono sapere dove sono i bambini. Prima dice che si tratta di una messinscena di Stefania, poi che sono presso amici fidati, arriva ad indicare 11 località diverse. Poi al Messaggero arriva una telefonata anonima seguita da una lettera, si pensa ad uno sciacallo e viene offerta una ricompensa. Alla fine Tullio confessa, dice che li ha uccisi e sepolti ma, ancora una volta porta gli inquirenti su diverse piste. Un macabro gioco che lo diverte e che interrompe il 18 aprile 1995 quando inizia il processo. Brigida sostiene che i figli sono morti per una fuga di gas e che li ha sepolti a nelle campagne di Cerveteri. Aveva messo delle pietre per distinguere facilmente la fossa. Stefania Adami giura vendetta mentre Tullio Brigida mastica una gomma vicino al furgone dei Carabinieri. A Rebibbia è costretto a stare in isolamento perché i detenuti lo hanno già condannato a morte, anche il padre si scaglia contro di lui. Nel 1998 è stato condannato definitivamente all’ergastolo. Durante il processo ha osato offendere il giudice e ha anche accusato l’avvocato di essere a favore della sua condanna. L’anno successivo si torna a parlare di Tullio Brigida e del suo “amore” per Mario Gargiulo, una storia mai confermata.

[Fonte: Delitti e Misteri – GrandHotel 31/2016]

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