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NewsTurchia, Giorgio Bozzo ucciso a pugnalate

Turchia, Giorgio Bozzo ucciso a pugnalate

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Giorgio Bozzo, pensionato italiano di 70 anni, è stato ucciso a pugnalate in Turchia, a bordo del suo camper

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E’ successo venerdì sera, nelle vicinanze di Trebisonda, quando l’uomo è stato aggredito e ucciso da due persone che si sono introdotte all’interno del camper. La moglie della vittima, Rita, ha riportato ferite non gravi.

La notizia sarebbe stata confermata dalla Farnesina. Stando ai media turchi e alle informazioni che arrivano dal paese, i due colpevoli (di cui uno è tossicodipendente) sono sttati identificati e bloccati dalle forze dell’ordine.

Stando alle prime ricostruzioni, marito e moglie stavano viaggiando con altri italiani. Il camper era fermo nel piazzale di un ristorante per una pausa, quando i due malviventi sono piombati all’interno del mezzo, presumibilmente per fare una rapina. Bozzo è stato sorpreso nel sonno e pugnalato senza scrupoli.

La vittima stava ultimando una missione umanitaria in Georgia e Armenia organizzzta dall’associazione “Arance di Natale Onlus” a tutela dei bambini orfani e aveva deciso di soffermarsi in Turchia durante il viaggio di ritorno.

Una spedizione, quella, che il fratello gli aveva sconsigliato giudicandola troppo pericolosa “Lo avevo sconsigliato di intraprendere quel viaggio, nonostante avesse alle spalle decine di esperienze di questo tipo ma lui è voluto partire comunque. E’ incredibile quello che è successo. Era nel suo camper che dormiva ed è stato ucciso da un delinquente. Era scritto nel destino purtroppo“, dichiara, con la voce spezzata dal pianto e sconvolto dal dolore il fratello della vittima, Mario Bozzo.

Giorgio Bozzo, infatti, non era nuovo a questo tipo di esperienze: alcuni membri dell’associazione “Arance di Natale Onlus”, all’interno della quale non era solo un habitué dei viaggi, ma rappresentava un vero e proprio modello, una sorta di punto di riferimento, grazie alla sua conoscenza di diverse lingue straniere e all’esperienza nei viaggi internazionali. In attesa della restituzione del corpo dell’anziano pensionato, si cerca di fare luce sull’accaduto.

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