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Delitti ItalianiUccide il suocero a coltellate: “Lo amava. Tentò di toccargli i genitali”

Uccide il suocero a coltellate: “Lo amava. Tentò di toccargli i genitali”

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coltelloHa ucciso il padre della fidanzata dopo una violenta lite. Luca Gentile, 21 anni, ha dichiarato che il suocero, Eugenio Tura De Marco, carrozziere di 60 anni, avrebbe avuto particolari attenzioni verso di lui

Pochi giorni nel cuore di Salerno si è consumata una sanguinosa tragedia. Il 21enne Luca Gentile ha ucciso il suocero colpendolo al torace con due fendenti. Accusato di omicidio, il giovane ha prima dichiarato di non andare molto d’accordo con la vittima, per poi raccontare particolari inaspettati.

A riportare le confessioni di Luca Gentile è stato uno dei suoi legali: “Il mio assistito era diventato l’oggetto del desiderio della vittima che si era invaghito di lui, nonostante fosse il fidanzato della figlia. Non è escluso che quest’ultima sapesse qualcosa in merito alle attenzioni del padre verso quel ragazzo del quale si era innamorata da circa un mese. Sembra convincente il fatto che, addirittura, il padre fosse andato in gelosia per non essere lui il destinatario di quell’amore”.

“La versione – continua il legale – che il ragazzo ha fornito ai giudici è la stessa della confessione, ovvero che il padre della fidanzata nutriva per lui delle mire di natura sessuale. Si sarebbero incontrati nel quartiere, l’invito a salire per chiarire una volta per tutte la questione. E poi le attenzioni della vittima che avrebbe anche tentato di toccare i genitali al ragazzo mentre questo si trovava seduto e lui alle sue spalle. A quel punto Luca Gentile lo avrebbe colpito, ma mai per ammazzarlo. Lo testimoniano le ferite riscontrate sul cadavere dell’uomo. Il mio assistito non lo ha mai colpito in direzione degli organi vitali ma sempre in zone periferiche. Purtroppo una di queste ferite, però, si è rivelata mortale avendo colpito il miocardio. Il ragazzo soffre di epilessia e in quanto tale sicuramente ha una percezione alterata del pericolo. Inoltre, è stato appurato che la vittima fosse in uno stato di alterazione dovuta all’alcol e quindi, deduco, che il mio cliente abbia avuto paura e abbia solo tentato di difendersi“.

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