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Uccide la figlia di 17 mesi con del sale: voleva attenzioni dall’ex marito

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Kimberly MartinesKimberly Martines, 23enne americana, ha ucciso la figlia di 17 mesi facendole mangiare per mesi del sale. La donna rischia di essere condannata a 20 anni di carcere con l’accusa di omicidio e abusi su minore

Cercava attenzioni dall’ex marito e lo ha fatto architettando un piano diabolico a discapito della sua piccola di 17 mesi, morta per ipernatremia, ovvero ingestione eccessiva di sale.

La piccola, prima di morire, è stata ricoverata d’urgenza in ospedale in condizioni disperate, ma per lei purtroppo non c’è stato nulla da fare. Immediatamente i dubbi sono caduti su Kimberly Martines, la quale, dopo essere fermata dagli agenti, ha confessato di aver “cibato” la figlia somministrandole soltanto un cucchiaino di sale al giorno, dose pericolosa per i bambini piccoli, i quali hanno ancora i reni troppo poco sviluppati per gestire lo smaltimento della sostanza.

Grazie alle indagini è stato inoltre scoperto che la bambina era stata visitata da un pediatra nel novembre 2015. Lo specialista, che non ha mai più rivisto la bimba, era preoccupato dal fatto che la neonata non aumentasse di peso e che presentava forti ritardi nello sviluppo. Da quì la decisione di Kimberly Martines di non far più visitare la figlia da nessun medico, preoccupata probabilmente di poter essere scoperta.

“Non piangeva mai. E ci faceva ridere tutti. Non si poteva fare a meno di sorridere quando c’era lei presente. Era un po’ come una diva”, hanno dichiarato i parenti della giovane vittima.

Intanto gli altri due figli della donna sono stati dati in custodia protettiva presso il Dipartimento dei Servizi Sociali.

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