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Delitti ItalianiUccide padre e figlio a colpi di pistola, l’assassino: “Mi sono solo difeso”

Uccide padre e figlio a colpi di pistola, l’assassino: “Mi sono solo difeso”

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maioSalvatore Maio ha ucciso a colpi di pistola Adriano e Walter Lamberti, rispettivamente 51 e 27 anni, padre e figlio, per un complimento di troppo fatto alla sua ragazza

Salvatore Maio si trovava insieme alla sua giovane ragazza, quando si è sentito offeso ed umiliato per un complimento fatto da Adriano e Walter Lamberti: “Sei troppo bella per stare con quel vecchio”. Un commento al quale Maio, 64 anni, ha voluto rispondere con il sangue, sparando con una Beretta 7.65 con matricola abrasa a padre e figlio, che si trovavano davanti ad un locale di Genova.

La tragedia è avvenuta lunedì scorso e tutto è stato immortalato sia dalle telecamere di videosorveglianza di un negozio, sia dagli occhi increduli dei testimoni, i quali avrebbero visto Salvatore Maio estrarre la pistola dal borsello ed aprire il fuoco. L’uomo, accusato di duplice omicidio aggravato e porto abusivo di arma clandestina, si è così difeso, ma, date le testimonianze, la sua versione dei fatti non sarebbe credibile: “Mi sono difeso perché mi hanno aggredito in quattro puntandomi una pistola alla tempia. Dopo la lite per un apprezzamento su due donne che erano con me, siamo usciti in strada, qui sono stato accerchiato e picchiato da quattro persone. Una mi ha puntato una pistola alla tempia: nel divincolarmi l’arma è caduta, così l’ho raccolta, ho chiuso gli occhi e sparato. Io avevo solo difeso le donne”. La verità verrà fuori soltanto analizzando le immagini di videosorveglianza e le analisi delle impronte sull’arma.

Intanto di Salvatore Maio, ricoverato in stato di arresto all’ospedale San Martino, si ricorda un delitto per il quale era stato inizialmente condannato a 19 anni di reclusione: “Da allora – ha dichiarato il suo legale – e stiamo parlando del 1980, Maio non ha più commesso un reato e faceva una vita tranquilla da pensionato”. Anche in quel caso il 64enne aveva sparato in seguito ad una lite, uccidendo un marittimo e ferendo gravemente un altro uomo.

Intanto la famiglia di Adriano e Walter Lamberti è sommersa dal dolore: “Come è possibile che una persona condannata per omicidio possa girare tranquillamente per la città con una pistola clandestina? Merita di morire in carcere”.

La famiglia delle vittime, fanno sapere i legali dei Lamberti, “in questo momento è chiusa nel dolore e fa fatica a elaborare un lutto che ha lasciato i parenti sconvolti per la inconcepibile futilità del contesto in cui è maturato il fatto, in quanto estremamente angosciati nell’aver appreso che l’autore di tale atrocità sia un pregiudicato per omicidio che si aggirava armato per la città”.

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