HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiNewsUccise il cognato nel 1991: chiesta condanna a 12 anni per il presunto assassino

Uccise il cognato nel 1991: chiesta condanna a 12 anni per il presunto assassino

di

Della VolpeIl 30 giugno 1991 venne ucciso Francesco Della Volpe, il muratore di 45 anni massacrato a martellate nel bosco di Casagiustri. Dopo anni dal delitto, ecco cosa succede

Lo scorso anno, a quasi tre anni dalla riapertura dell’inchiesta bis, è stato arrestato uno dei due presunti assassini di Francesco Della Volpe: si tratta di Ernesto Fiumicello, cognato della vittima, considerato l’esecutore materiale del delitto, incastrato dal dna e alcune intercettazioni.

Dopo 25 anni di silenzi e sospetti è arrivata la svolta: il pubblico ministero Fiorenza Marrara ha chiesto al giudice la condanna in abbreviato a 12 anni di reclusione per Ernesto Fiumicello. L’esito del processo ed una eventuale condanna, saranno decisi soltanto se l’accusa saprà collocare l’imputato sul luogo del delitto la notte dell’omicidio.

Ad incastrare il presunto assassino, tra le tante, sarebbe una particolare frase, pronunciata da quest’ultimo all’indomani dell’arresto, nel giugno 2015: “Mi avessero fregato…100 200 300, no sono stato fregato in altre cose… perché prima di 24 anni fa c’avevo una certa testa, ora ho una altra testa e a me mi hanno fregato con una altra testa, non quella di oggi. È così che mi trovo i carabinieri in casa e non vado a lavoro..”.

Una frase che potrebbe essere considerata il terzo pilastro dell’accusa, ma anche come attenuante nel conteggio della pena: “È evidente che il Fiumicello del 1991 è una persona diversa da quella che è oggi: ha una famiglia, delle responsabilità e da allora non ha mai commesso un reato, tanto da essere incensurato”.

A parlare è stato anche il difensore di Fiumicello: “Non essendo la Procura riuscita a dimostrare la colpevolezza della dell’imputato da parte nostra non possiamo che sottolineare i limiti e le lacune degli elementi raccolti. A cominciare dalle tracce di dna. Non discutiamo che siano di Fiumicello, ma è impossibile dimostrare, ad esempio, che il guanto sia stato indossato la notte del delitto. Anche perché a differenza delle tracce di Ignoto 2 quelle dell’imputato non sono mischiate con le tracce ematiche della vittima”.

Da: Iltirreno.gelocal.it

Lascia un commento

Back to Top