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Uccise escort, Jacopo Schiaffino condannato a 25 anni

di

de silvaJacopo Schiaffino uccise con estrema violenza la escort brasiliana Aparecida Perpetua Da Silva. Per l’omicidio, avvenuto il 15 marzo del 2010, il giovane è stato condannato a 25 anni di reclusione

Aveva poco più di 20 anni quando Jacopo Schiaffino uccise con un’esplosione di violenza la prostituta De Silva, conosciuta da tutti con il nome fittizio “Mary”. Il tutto accadde il 15 marzo del 2010 in un appartamento in via Monfalcone alla Spezia. La escort, la quale dava appuntamento ai suoi clienti attraverso siti d’incontri, venne trovata in un lago di sangue e trafitta da ben 78 coltellate. Cosa successe quel giorno? Secondo quanto ricostruito dagli esperti, Jacopo Schiaffino avrebbe inizialmente colpito la prostituta al volto per poi scaraventarla a terra e colpirla con un coltello da cucina. Dopo averle tolto la vita, il giovane killer si sarebbe lavato da quel sangue che avrebbe potuto incastrarlo ed infine avrebbe rubato nel suo portafoglio.

Come pubblicato da IlSecoloxix.it, per sua sfortuna in quell’appartamento vennero trovate diverse tracce di Dna che condussero proprio al 20enne. Fin dalle prime accuse il giovane si è sempre difeso senza riuscire mai a convincere gli inquirenti. Poco dopo arrivò la condanna all’ergastolo e poi la confessione: “A 19 anni ho conosciuto una ragazza romena in un night e mi sono innamorato di lei. Dopo un po’ mi disse che era rimasta incinta ed io non ho saputo prendermi le mie responsabilità. [..] Quel giorno sono andato da quella ragazza brasiliana. Mi ha detto di andare in bagno a lavarmi. Ma una volta dentro mi sono scoraggiato, sono stato preso da rimorso per quella ragazza romena per cui non facevo niente. Così sono uscito dal bagno e gliel’ho detto. Volevo andare via. Lei invece mi ha colpito con una scarpa e insultato, non voleva farmi andare. La porta era chiusa. Non ho capito più nulla e l’ho colpita col coltello. Poi ho preso il suo portafogli e sono fuggito. Prima ho cancellato dalla memoria del suo cellulare i numeri delle mie chiamate”.

Dopo anni di accuse ed indagini, nelle ultime ore Jacopo è stato definitivamente condannato dai giudici della corte di Cassazione a 25 anni di reclusione.

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