HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiUccise un pensionato conosciuto in chat: condannato un 26enne

Uccise un pensionato conosciuto in chat: condannato un 26enne

di

marco cerianiLoris Salvatore Cardoville, questo è il nome del 26enne che avrebbe ucciso Marco Ceriani, pensionato conosciuto in chat e trovato senza vita nel suo appartamento il 9 febbraio del 2015

Marco Ceriani aveva 65 anni e tutti lo conoscevano come un uomo gentile, molto educato, che amava l’amicizia e la vita. Pesava 130 chili, così tanti da doversi spostare con un girello. L’uomo, dalla vita riservata, amava soprattutto vestirsi ed acconciarsi in modo eccentrico, a volte indossava abiti femminili e trascorreva qualche ora su diversi social network. E’ proprio in internet che avrebbe conosciuto e poi incontrato il suo assassino: Loris Salvatore Cardoville.

A scoprire il corpo senza vita di Marco Ceriani è stato un suo conoscente, che lo ha trovato sul letto, ormai cadavere e senza vestiti, con una enorme ecchimosi alla nuca. Dalle indagini è emerso il nome di Loris Salvatore Cardoville, il quale è stato ripreso il giorno dell’omicidio da alcune telecamere di videosorveglianza situate all’interno del condominio della vittima. Il giovane aveva indosso uno zaino, che all’uscita dal palazzo era visibilmente più grande, perchè riempito dalle cose che aveva rubato dall’appartamento di Ceriani. Nella casa della vittima sono state inoltre trovate sue impronte digitali e alcune conversazioni avvenute tra i due. Gli inquirenti dunque non hanno alcun dubbio che ad uccidere il pensionato sia stato proprio Loris Salvatore Cardoville, che dopo l’omicidio si era rifugiato ad Alba Adriatica, dove è stato poi arrestato.

Nelle ultime ore l’assassino è stato condannato per omicidio volontario e furto a 22 anni di carcere. A nulla sono servite le carte giocate dai suoi difensori, che hanno puntato tutto sulla legittima difesa: “Il nostro assistito ha reagito a un tentativo di approccio sessuale e poi, spaventato, ha preso alcuni oggetti per cancellare le prove”.

Fonte: Corriere.it

Lascia un commento

Back to Top