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Un bacio al cianuro

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L’Italia dei primi anni 70 era una poleveriera pronta ad esplodere. I disagi sociali erano molto forti e così gli italiani per trovare qualcosa che permettesse loro di evadere da quella routine, si nascondevano dietro le notizie di cronaca. Un delitto, un omicidio, una storia diventavano gli argomenti di cui parlare. Quando il 1 dicembre del 1971 il radio giornale raccontò della storia di Maria e Antonio nessuno potè credere alle proprie orecchie.

Maria Tummolo e Antonio Andreucci sono due amanti, lei ha solo 15 anni mentre lui  circa 27. I due giovani, che si erano conosciuti sul posto di lavoro, si amano ma Antonio è già sposato.

La notizia che viene diffusa è quella che i due innamorati avrebbero cercato entrambi la morte tenendo, in un ultimo atto d’amore, fra le labbra una pillola di cianuro. Un gesto romantico per andarsene in insieme, un gesto d’altri tempi.

Eppure c’è qualcosa che non convince. A morire infatti, negli stabilimenti della ditta Crometal, è solo Maria. Antonio miracolosamente si salva. I colleghi di lavoro chiamano i soccorsi vedendo Antonio in preda a vomiti e spasmi.

Dopo qualche giorno Andreucci raccontò i motivi di quel gesto. Raccontò che l’idea di morire era maturata perchè il loro era un amore impossibile, ostacolato da tutti. Spiegò le modalità con le quali decisero insieme di andarsene dal mondo. Ma per gli inquirenti qualcosa non quadrava. Il viso di Maria ero corroso fino all’osso, mentre Antonio presentava solo piccole leggere ustioni. Il giovane si giustificò, ipotizzando che durante il gesto avesse perso i sensi rapidamente, cadendo e così la pillola sarebbe rimasta quasi interamente tra le labbra di Maria.

Una ricostruzioneche per gli inquirenti fu molto inverosimile, tanto che lo rinviarono a giudizio con l’accusa di omicidio. Fu condannato dal tribunale a 8 anni di carcere.

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