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Delitti dal mondoGabriel Fernandez, 8 anni, picchiato a morte dalla madre che lo chiamava gay

Gabriel Fernandez, 8 anni, picchiato a morte dalla madre che lo chiamava gay

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Al piccolo Gabriel Fernandez, otto anni, davano da mangiare le feci del gatto e il suo vomito, lo chiamavano ‘gay’ e lo picchiavano in continuazione. Ora i genitori sono sotto processo

gabriel-fernandeUn delitto orribile, perché di delitto si è trattato, quello che ha visto la morte negli Usa lo scorso anno del piccolo Gabriel Fernandez, che aveva solo otto anni ed è stato picchiato a sangue dalla madre, Pearl (30 anni) e dal suo compagno, Isauro Aguirre, di quattro anni più vecchio.

Un calvario continuo quello del piccolo che dopo aver compito sette anni è stato sottoposto continuamente a torture e sevizie. Testimonianze raccolte a posteriori, anche interrogando i fratelli, hanno confermato come un giorno fosse stato rinchiuso in un armadio con un calzino in bocca per non farlo urlare, dopo essere stato ricoperto di spray al pepe ed essere stato costretto a mangiare il proprio vomito.

Ma i suoi genitori lo torturavano anche facendogli mangiare verdura già scaduta da tempo le feci del gatto, non gli permettevano di andare in bagno, lo apostrofavano spesso come ‘gay‘ e soprattutto lo picchiavano con la fibbia della cintura o con spranghe di metallo. E la madre, colpendolo con una mazza sulla bocca, gli fece anche saltare i denti. L’episodio fatale il 22 maggio 2013, quando Gabriel per non aver ritirato in tempo i suoi giocattoli venne picchiato a sangue dai suoi.

Uno dei fratelli, che prima non avevano parlato nemmeno con gli assistenti sociali per paura di ulteriori ritorsioni, ha confessato come abbiano sentito le urla, un rumore sordo e poi il silenzio. Alla polizia locale i genitori raccontarono che il bambino aveva battuto la testa dopo una caduta accidentale, ma in ospedale gli vennero riscontrati una frattura del cranio, costole rotte, bruciature di sigarette e lividi su tutto il corpo, oltre a segno di lacci sulle caviglie, come se fosse stato legato. Gabriel è morto due giorni dopo e ora i due torturatori sono sotto processo, anche se si sono dichiarati non colpevoli. L’accusa però è pesante: omicidio e tortura.

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