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Valeria Lembo, uccisa dalla chemio per un errore medico

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Valeria Lembo, 34 anni, morì nel 2011 a causa di una dose di chemio sbagliata e superiore al dovuto. I medici nascosero la verità ma nelle ultime ore è spuntata una intercettazione che conferma la dinamica dei fatti e che peggiora ulteriormente la posizione dell’ex primario del Policlinico

Valeria Lembo

Valeria Lembo entrò in overdose per poi morire a causa di troppa chemioterapia. Alla 34enne infatti, le furono somministrati 90 milligrammi di vinblastina anzichè 9 milligrammi. L’errore che le costò la vita fu poi nascosto ai parenti e la cartella clinica venne manomessa trasformando successivamente quel 90 in un 9.

Ad essere imputati per la morte di Valeria Lembo furono la dottoressa Laura Di Noto, il primario di Oncologia medica del Policlinico Sergio Palmieri, le infermiere Clotilde Guarnaccia ed Elena D’Emma, lo specializzando Alberto Bongiovanni e lo studente Gioacchino Mancuso.

La difesa di Laura Di Noto ha però depositato nelle ultime ore una registrazione avvenuta tra la dottoressa ed il primario in cui quest’ultimo ammette di aver notato lo zero in più. Lo stesso giorno della morte di Valeria quello zero fatale venne cancellato per nascondere gli errori commessi: “Lo devo dire che era chiaramente indicato 90 e che poi è stato successivamente modificato? [..] Sono sicura professore, ma l’ho visto con lei, l’abbiamo visto insieme. Quando poi ne abbiamo discusso con Alberto, lei stesso ha detto che quello era un 90 chiaro e che è stato poi modificato.”

Il primario risponde alla dottoressa: “Dire una cosa del genere significa accusare di un reato qualcuno. Mi pare di ricordare che in quel momento ho visto 90. [..]”

Di Noto poi continua: “Sono sicura del 90. La direzione sanitaria questa cosa non la sa che è stato modificato dopo, quindi perché glielo devo andare a raccontare? Io non lo direi”.

Ed infine la risposta di Palmieri: “No, significa accusare di un reato qualcuno, me incluso, perché potrei essere stato io a modificarlo. Quest’altra accusa di dire che qualcuno ha modificato, io ci andrei no piano, pianissimo. Sono momenti di grande stress. Era scritto 90”.

Lo stesso Palmieri chiese alla Di Noto di non dire nulla ai parenti del sovradosaggio ma di raccontare che Valeria Lembo aveva avuto una gastroenterite. Forse preoccupati chiesero ai genitori della donna di tornare in ospedale per alcuni controlli ma la 34enne era già in preda a svariati dolori.

Nei giorni successivi allo sbaglio nel reparto venne a crearsi tanta e troppa confusione. Erano stati gli errori medici a far morire la donna e quegli stessi errori vennero nascosti nella speranza di non essere mai scoperti.

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