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NewsVeronica Panarello come Annamaria Franzoni: le analogie

Veronica Panarello come Annamaria Franzoni: le analogie

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Il caso del piccolo Loris, il bambino di 8 anni ucciso nel Ragusano, ha posto ancora una volta l’attenzione sui casi di madri che hanno messo fine alla vita dei propri bambini

veronica-panarello01Ci chiediamo come, perchè e quando l’amore di una madre diventa malato, così malato da spingerle ad uccidere.

Ci sono segnali che possono aiutare le persone a loro vicine a capire e prevenire azioni cosi drammatiche?

Dietro tali tragedie spesso ci sono storie di depressione e solitudine sconosciute. Veronica la madre del piccolo ora in cella di isolamento nel carcere di Catania con l’ accusa di omicidio ed occultamento di cadavere grida la sua innocenza, “non mi lasciare sola” questo l’appello a Davide Stival, il marito che l’ha sempre difesa e protetta “una mamma speciale” diceva ma che davanti alle accuse e filmati mostrati dai magistrati ha ceduto “ per quel che ho visto e per le tante coincidenze sembra sia stata lei, deve solo dire il perchè e poi può morire”.

Se Veronica non confessa, questa storia terribile sarà simile al delitto di Cogne, con tutto il suo orrore e le sue certezze. Ma chi sono queste madri assassine? Si può credere che entrambe abbiano rimosso l’omicidio?

Chi è Veronica, mamma del piccolo Loris? Un passato difficile pieno di traumi e di dolore, a 14 anni ha scoperto che il suo vero padre non era l’uomo che considerava tale, rapporto burrascoso con la madre ed a sua volta è diventata mamma molto presto e per due volte tentò di togliersi la vita.

Se davvero la donna è in qualche modo coinvolta nella morte del figlio ,il suo passato potrebbe in qualche modo esserne complice. Spesso persone che hanno trascorso un infanzia difficile anche a distanza di anni possono avere alterazioni gravi nella percezione ed elaborazione degli stimoli, Traumi che vengono “archiviati” nella memoria implicita e prendono forma di esperienze , fantasie e difese che continuano a condizionare la vita dell’individuo attraverso flashback , ricordi , sintomi dissociativi come la depersonalizzazione. La mamma del Ragusano sembra infatti che in passato abbia tentato il suicidio utilizzando proprio delle fascette , le stesse che pare abbiano causato l’asfissia al piccolo Loris .

Annamaria Franzoni che abbiamo visto per anni durante telegiornali e trasmissioni televisive cresce invece in un ambiente sereno e allegro ,anche se le regole di casa Franzoni sono abbastanza rigide , l ‘ozio è proibito . Dopo il diploma incontra l’uomo con cui si sposa trovando un perfetto equilibrio nel ruolo di moglie e mamma , la casa sempre pulita, non un oggetto fuori posto e nel forno spesso torte e biscotti per i figli e loro amichetti ,insomma sembrerebbe la classica famiglia da Mulino Bianco se non fosse tutto una maschera .

La mamma di Cogne infatti soffriva da cio che risulta dalle perizie psichiatriche e psicologiche e non criminologiche di crisi depressive e disturbo borderline , mascherandosi sotto le vesti della normalità scindendo cio che era accaduto e buttandolo via.

Tutto ciò deve far riflettere , spronare pubblico e privato a dare risposte ai drammi silenti che nascono e sviluppano all’interno dei nuclei familiari.

Necessario è il sostegno dell’ambiente , del marito e dei familiari su donne giovani o troppo sole o troppo preoccupate da condizioni lavorative difficili o troppo lasciate a se stesse.

a cura di Caterina Calidonna

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