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FemminicidioVincenza Avino uccisa dall’ex compagno, cronaca di un femminicidio annunciato
Vincenza Avino

Vincenza Avino uccisa dall’ex compagno, cronaca di un femminicidio annunciato

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La vita di Vincenza Avino si è conclusa lo scorso lunedì, a Terzigno, nel napoletano. L’agguato mortale è stato teso dal suo ex compagno che non accettava la fine della relazione. Dopo una serie di pedinamenti e minaccele ha sparato alle spalle, a bordo di un’auto in corsa, poi è fuggito via con il cellulare e la borsa. Il padre di Enza è rammaricato perché sua figlia era stata lasciata sola.

Vincenza AvinoVincenza Avino era una bellissima donna di 35 anni, con i capelli lunghissimi neri e un fisico esile da modella. Come potete vedere dalla foto ha un sorriso spento e lo sguardo preoccupato. Vincenza Avino da anni era pedinata dal suo ex compagno che non voleva rassegnarsi alla fine della loro relazione. Lunedì è stata uccisa mentre scendeva dalla sua auto. Silvio Annunziata è stato arrestato questa mattina all’alba. Si trovava a Poggiomarino, nei pressi di una scuola. Subito dopo la sparatoria i militari si sono messi sulle sue tracce e anche se ha provato a nascondersi e a fuggire tra i vicoli della città, la sua fuga è stata interrotta.

Pochi secondi dopo aver sparato a Vincenza Avino, Annunziata ha chiamato i parenti e li ha minacciati dicendo: «Ammazzo anche voi», «Il prossimo sei tu…», riferito al fratello della vittima diventato il bersaglio principale. Nelle ore successive l’uomo ha continuato a comporre alcuni numeri sulla rubrica. Il timore era che potesse compiere una strage, e l’ospedale dove si trovava il corpo di Vincenza Avino è stato assediato dai carabinieri. Questo è solo l’ennesimo femminicidio annunciato, e la Campania si conferma la regione più interessata da questo tipo di delitti.

I familiari di Vincenza Avino sono convinti che tutto questo poteva essere evitato. La ragazza pur continuando a denunciare l’uomo per stalking non aveva alcuna protezione. In passato Annunziata aveva anche cercato di lanciarla dal balcone. Questo lo sfogo del padre: «Lui è un animale, non si può uccidere una persona così. Mia figlia era terrorizzata, aveva deciso di andarsene in Inghilterra perchè qua si sentiva in pericolo di vita. Lo Stato l’ha abbandonata, perché lo hanno liberato dopo 10 giorni?».

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