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FemminicidioVincenzo Carnevale, condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Giuseppina Di Fraia, minaccia anche la figlia in tirbunale
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Vincenzo Carnevale, condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Giuseppina Di Fraia, minaccia anche la figlia in tirbunale

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Giuseppina Di Fraia venne aggredita dal marito l’11 febbraio del 2013. Vincenzo Carnevale raggiunse la donna, la investì, la caricò sulla sua auto, abbandonò il suo corpo per strada e gli diede fuoco. Nonostante i soccorsi immediati, Giuseppina morì 3 giorni dopo, mentre in tutto il mondo si tenevano flash mob per manifestare contro la violenza sulle donne.

scarpette rosse_femminicidioGiuseppina Di Fraia si stava recando al lavoro come tutte le mattine. La 51enne di Pianura, conosciuta come Pina, faceva la donna delle pulizie in un condominio, ma all’improvviso il marito Vincenzo Carnevale la raggiunse a bordo della sua Fiat Tipo e la investì. Era l’11 febbraio del 2013 e Carnevale rassicurò i passanti che non voleva farle del male e che l’avrebbe condotta in ospedale. 300 metri dopo però tornò ad essere il solito violento, tirò per i capelli Giuseppina Di Fraia, poi cosparse il suo corpo di benzina e appiccò il fuoco. In caserma Vincenzo Carnevale spiegò che si era trattato di un raptus involontario.

L’uomo non aveva un lavoro stabile ed era già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati al contrabbando. Era sempre stato un marito violento, ma Giuseppina Di Fraia non aveva mai trovato il coraggio per denunciarlo. Il 17 aprile del 2014, venne condannato all’ergastolo dopo il processo con rito abbreviato ma giovedì è iniziato il processo d’Appello davanti ai giudici della Corte D’Assise. Nell’aula 319, Vincenzo Carnevale ha incontrato la figlia Mena, di soli 24 anni. Durante una pausa i loro sguardi si sono incrociati e dal gabbiotto degli imputati le ha detto: «Che hai da guardare?»; la ragazza ha sussurrato: «Ma non ti vergogni…», lui con fare minaccioso ha risposto: «Ti faccio fare la fine di tua madre!».

Giuseppina Di Fraia ha portato avanti la famiglia con sacrificio e dignità e il suo lavoro le consentiva di crescere le figlie e la nipotina, e di sostenere Carnevale che le chiedeva sempre soldi per soddisfare qualsiasi capriccio. La difesa ha chiesto una perizia psichiatrica, per dimostrare ancora una volta che gli uomini che uccidono le donne sono “pazzi” e lasciarli in libertà, con la licenza di uccidere.

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