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Vincenzo Manduca uccise la sua ex compagna nel 2012: ” Non riuscivo a fermarmi”

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vincenzo manducaVincenzo Manduca uccise la sua ex fidanzata Lisa Puzzoli, di 22 anni, con nove coltellate. Ecco come ha ricostruito in aula e per l’ennesima volta l’omicidio della sua compagna

Vincenzo Manduca, macellaio di 27 anni, ha ricordato quel tragico giorno dell’omicidio di Lisa con queste parole: “È come se la rabbia mi avesse avvolto completamente. Tutta la rabbia che avevo dentro stava uscendo nel peggiore dei modi. Non riuscivo a fermarmi. Mi ha fermato il fratello di Lisa colpendomi con due pugni. Ho visto tutto sfuocato sono salito in macchina. Dopo qualche minuto ho capito quello che ho fatto e ho chiamato i carabinieri per prendermi le mie responsabilità. Non volevo ucciderla. Ho ‘sbroccato’ l’unica volta in cui avevo un coltello”.

Il pm Marco Panzieri ha così introdotto la sua richiesta di condanna all’ergastolo così dicendo: “Vincenzo Manduca ha ucciso Lisa Puzzoli, su questo fatto non c’é molto da dire. Ce n’é invece sulle circostanze aggravanti, per il fatto di aver ucciso una vittima di stalking e per la premeditazione. Non c’é stato nulla da parte sua, non un segnale di pentimento, nei confronti di Lisa della famiglia, nemmeno della bambina”.

Vincenzo Manduca non accettava di dover vedere la sua piccola, nata dalla relazione avuta con la vittima, solo una volta a settimana. Un provvedimento del Tribunale dei Minori che ossessionava l’uomo: “Lo leggevo e lo rileggevo. Mi ero convinto che non avrei potuto più vedere mia figlia. Più volte mi ero rivolto alla giustizia per i forti subiti e si era sempre girata dall’altra parte. Avevo perso fiducia nella giustizia”.

Voleva spaventare Lisa, credendo di poter risolvere la situazione da solo: “Ho pensato ‘la risolvo io’. Doveva avere tanta paura da essere lei a non chiedere più di vedermi”.

Vincenzo Manduca aveva pensato di comprare una pistola giocattolo che però costava troppo, a differenza di un coltello, sicuramente più economico ma anche molto più pericoloso e che ha stravolto per sempre la sua vita: ” [..] Lei apriva il cancello e mi sono fermato. Le ho chiesto di vedere la bambina a Natale, ma lei mi risposto con un ghigno, dicendo che anche il giudice mi aveva dato contro. Sono andato in macchina e ho preso la cartellina sul lato passeggero..”

L’uomo, consapevole del delitto compiuto ormai due anni fa, ha poi concluso: “Due torti non fanno una ragione. Ho sbagliato, non cerco scusanti. Ho fatto quello che ho fatto. Devo qualcosa a mia figlia. Le devo la verità. Non può crescere sapendo cose sbagliate di me e Lisa. Non può crescere in mezzo all’odio”.

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