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FemminicidioVirginia Fereoli uccisa senza pietà da Stefano Rossi, un delitto che fa ancora discutere
Virginia Fereoli

Virginia Fereoli uccisa senza pietà da Stefano Rossi, un delitto che fa ancora discutere

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Virginia Fereoli era una splendida ragazza mora di 17 anni. Occhi grandi e neri, così tanto che ci si poteva perdere. È quello che era successo a Stefano Rossi di 22 anni, che la voleva a tutti i costi.

Virginia_ FereoliIn questi giorni si parla tanto di femminicidio, ieri è morta un’altra donna Vania Vannucchi. Non vogliamo perderci nel solito labirinto di parole, preferiamo raccontare le storie delle vittime, per ricordare e ricordarci che di femminicidio si muore ogni giorno e che bisogna agire. Virginia Fereoli aveva 17 anni, il suo assassino Stefano Rossi ne aveva 22. Sono passati 10 anni dal quel giorno di fine marzo del 2006. Virginia è morta strangolata e colpita un’infinità di volte con coltello da cucina.

La sua storia è stata raccontata dal padre, al capitolo 9 del libro edito nel 2009 “Rose al veleno e stalking, storie d’amore e d’odio” scritto a quattro mani da Federica Angeli ed Emilio Radice. Quello di Virginia Fereoli non è il classico caso di stalking, ma Stefano Rossi la perseguitava e non riusciva ad accettare il fatto che lei non volesse saperne nulla di lui. Il 22enne era il classico bulletto a cui tutto era dovuto. A causa di una “passione” per i libri che raccontavano le storie dei serial killer e una serie di “bravate” era seguito dai servizi psichiatrici, eppure era riuscito ad avere il porto d’armi. Virginia non aveva detto nulla ai genitori di quelle telefonate e degli sms di Stefano, era convinta che sarebbe riuscita a liberarsi di lui. L’ultimo incontro sarebbe stato quello decisivo, il classico “ultimo appuntamento”. Quella sera era dalla nonna, e quando Stefano le ha chiesto di incontrarla, ha preso la borsetta ed è uscita, dicendo che sarebbe tornata presto. Dopo due ore però i genitori iniziano a preoccuparsi e partono le ricerche. Silenzio sino alle tre di notte.

Stefano Rossi bussa al portone della caserma di Fiorenzuola e dice che la sua amica è stata uccisa da un uomo mentre erano seduti insieme sulla panchina del parco di Felino e che lo ha portato via. Era in stato confusionale. Lì vicino i carabinieri trovano il mezzo con cui era arrivato il giovane e notano i sedili pieni di sangue ma non è quello di Virginia Fereoli. Rossi aveva chiesto un passaggio ad un amico e poi era salito sul taxi di Andrea Salvarani. Ad un certo punto tra i due è nato un diverbio e il 22enne lo ha ucciso con la sua pistola, abbandonando il corpo nel canale. Il pluriomicida aveva un passato difficile, il padre era morto per overdose. Dopo la condanna all’ergastolo confermata in cassazione nel 2011, Rossi venne trasferito nel carcere di Parma. Qui, nel 2012 si è suicidato, usando un fornello del gas in dotazione ai detenuti per scaldare le bevande e le pietanze.

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