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Yara Gambirasio: Massimo Bossetti non sarà scarcerato, rigettata l’istanza

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yara-gambirasioMassimo Bossetti non sarà scarcerato. Questa la decisione del gip di Bergamo, che ha rigettato nuovamente l’istanza dei legali del presunto omicida di Yara Gambirasio

Stavolta, le motivazioni sono la presenza di indizi troppo schiaccianti che inchiodano il muratore e lo collocano sulla scena del crimine e la sospetta pericolosità dell’uomo, che potrebbe ripetere questa tipologia di delitto.

Tra gli indizi che incastrano l’unica persona indagata per l’omicidio di Yara, il più schiacciante è la presenza di un campione di DNA dell’uomo sulle mutandine e sui leggins della giovanissima ginnasta. Ma non è l’unico: sul corpo di Yara sono state ritrovate tracce di materiale edilizio, compatibile con quello usato da Massimo Bossetti in cantiere.

Per non dimenticare la testimonianza dei colleghi che affermano di non averlo visto a lavoro il 26 novembre 2010, giorno della scomparsa di Yara, versione dei fatti conciliante con le riprese di un distributore di benzina e di una società privata di fronte al centro sportivo dove si allenava la ragazzina che hanno ripreso in più di un’occasione il furgone di Bossetti aggirarsi nei paraggi, come se stesse pedinando qualcuno o sorvegliando i suoi spostamenti. Infine, il cellulare di Yara che all 18:49, dopo la sua sparizione nel nulla, ha agganciato la stessa cella che il telefono del sospettato aveva agganciato alle 17.45, ovvero un’ora prima.

Con questa ulteriore istanza respinta, per Massimo Bossetti si profila un periodo ancora lungo di carcere. Pochi giorni fa, infatti, i legali del muratore avevano già presentato un’istanza di scarcerazione con richiesta di esame del DNA. In quel caso, però, il gip non aveva potuto accoglierla per un vizio di forma (ovvero non era stata notificata la richiesta alla famiglia della vittima.

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