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Incidenti Ferroviari12 gennaio 1997. Deraglia il Pendolino: l’incidente ferroviario che causò morti e feriti

12 gennaio 1997. Deraglia il Pendolino: l’incidente ferroviario che causò morti e feriti

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pendolino2Era il 12 gennaio del 1997 quando il Pendolino ETR.460 deragliò mentre percorreva la tratta Milano-Roma. A bordo c’erano 167 passeggeri, 8 morirono mentre 36 subirono diverse ferite

Il pendolino partì alle ore 12.55 dalla stazione di Milano Centrale. Alle 13.10 la corsa si fermò per qualche minuto a causa di una porta guasta. Una volta ripreso il viaggio, intorno alle ore 13.26, mentre il convoglio stava per imboccare la curva che avrebbe condotto alla Stazione di Piacenza, probabilmente a causa della troppa velocità, la carrozza di testa si ribaltò e il treno si schiantò contro due piloni dell’energia elettrica. Altri sette convogli si ripiegarono su se stessi.

Una tragedia alla quale assisterono numerose persone presenti alla stazione, che improvvisamente udirono un rumore di ferraglie e dolorosi lamenti, per poi guardare con orrore sangue, morti e feriti.

A perdere la vita furono due macchinisti, Lidio Di Santi e Pasquale Scorbo; due giovani agenti della Polfer milanese, Francesco Ardito e Gaetano Morgese; due hostess e due viaggiatrici. A bordo, nella seconda carrozza si trovava anche il senatore a vita Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica, che uscì illeso dal tragico incidente.

A pubblicare alcune testimonianze fu il Corriere: “Stringevo mio figlio in braccio, aveva appena finito di prendere il latte – raccontò Giorgio Mascaro, uno dei viaggiatori – Sono stato sbalzato dall’urto, ma non l’ho mollato, nemmeno quando il treno si e’ inclinato, l’ho stretto ancora di piu’ per proteggerlo… Ha sbattuto contro un tavolino, per fortuna non si e’ fatto nulla. E’ stato un miracolo. Ho cercato mia moglie. L’ho chiamata, rassicurata. Le ho dato il bambino, ho tentato di sfondare un vetro, ma non ci sono riuscito. Una porta si era aperta e siamo fuggiti da li’. Subito dopo sono arrivati vigili del fuoco, carabinieri e polizia [..] Noi eravamo nella cinque, stavamo andando a Roma, ricordo che era semivuota… Per fortuna… E il treno andava piano. Dieci minuti prima si era fermato. Una hostess ci aveva detto che forse c’era una porta aperta. Ringrazio il Signore. Non ci siamo fatti niente. Ma ne ho visti tanti di feriti”.

“Uno dei due macchinisti morti – raccontò invece uno dei soccorritori lo abbiamo trovato fra la seconda e la terza carrozza, un’altra vittima e’ priva della testa”.

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