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Delitti ItalianiAndrea Pizzocolo sotto processo: “sono malato di sesso”
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Andrea Pizzocolo sotto processo: “sono malato di sesso”

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A casa sua hanno trovato decine e decine di cassette: fa il regista, il cameramen e l’attore principale. La comparsa è la donna di turno che, ignara, si sottopone alle sue inquitenati riprese

andrea pizzocoloLo ritroviamo nel tribunale di Busto Arsizio: ha chiesto che il suo volto venga oscurato. Ha chiesto che il suo volto non venga ripreso dalle telecamere della Rai. L’uomo che ha filmato di nascosto  decine di ragazze, che faceva sesso a pagamento e che non si è fermato nemmeno davanti alla morte, riprendendo con le sue telecamere l’omicidio di Lavinia di 18 anni, oggi cerca di sfuggire a quell’obiettivo che per anni ha usato senza permesso e senza pietà.

Andrea Pizzocolo concede solo la sua voce, e guardando in faccia la giuria racconta il perchè di quel gesto: la madre di Lavinia, Joana, che ha appena testimoniato ha preferito restare fuori dall’aula. Perchè in faccia, quell’uomo, lei non riesce proprio a guardarlo. Intanto, dentro l’aula Pizzocolo inizia a parlare.

Pizzocolo è qui perchè è accusato di aver strangolato una ragazza di 18 anni, e poi di aver abusato del suo cadavere. Ma lui si giustifica così: “sono malato. Malato di sesso”. Dunque, negli anni, ha messo su una vera e propria videoteca a luci rosse, riprendendo e collezionando centinaia e centinaia di video.

Un rituale, quello di piazzare le telecamere in hotel o in casa, che Pizzocolo ripete anche la notte in cui ha ucciso Lavinia. In un motel vicino a Busto Arsizio. Una ripresa che, questa volta, lo ha incastrato. Ma quella notte, però, l’uomo si spinge ben oltre il suo copione: ha con sè delle fascette autobloccanti, e con queste uccide la vittima. Stringendole attorno al collo della ragazza.

Lei inizia a gridare disperatamente, e a questo punto lui le preme la faccia sul cuscino. Pizzocolo si ferma solo quando Lavinia non si muove più. Poi la prende, la mette in auto, guida per km in autostrada, e va in un motel vicino a Lodi, dove abusa di quel corpo senza vita, filmando ancora una volta tutto.

“Non ricordo nulla: ero pieno di droga”. Ecco come si giustifica Pizzocolo davanti ai giudici. Un’amnesia, insomma. Un vuoto di memoria che dura, a suo dire, dall’arrivo di Lavinia nel primo motel fino al risveglio dell’uomo nel secondo motel il 7 settembre 2013.

E’ possibile che Pizzocolo non ricordi di aver ucciso, e abusato, della povera Lavinia? Eppure, dalle ultime registrazioni risalenti al primo interrogatorio si vede un uomo sveglio, e nel pieno delle sue facoltà. Dunque, Pizzocolo in quel momento ricordava tutto. Tuttavia, parla di un gioco erotico finito male: ora questo non può più dirlo, perchè gli inquirenti hanno trovato i suoi filmati.

E di erotico, in quelle immagini, c’è ben poco: c’è una ragazza che piange e che chiede aiuto. Si dispera fino a morire. E lui, Pizzocolo, consapevole di quello che stava facendo prima,  durante e dopo.

Ora, il ragioniere di Arese cambia registro: vuole convincere i giudici di aver agito in preda al delirio, e di aver rimosso quello che aveva fatto. Bisogna ringraziare il Pizzocolo regista, e il Pizzocolo cameramen perchè l’attore principale, cioè sempre lui, compie un’azione chiarissima: uccide una ragazza di 18 anni senza pietà, con lucidità e con la consapevolezza di quello che sta succedendo.

(Fonte Chi l’Ha Visto)

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