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NewsOmicidi in FamigliaCarlo Lissi, ecco il perchè della strage: “Non avevo il coraggio di chiedere a mia moglie di separarci”

Carlo Lissi, ecco il perchè della strage: “Non avevo il coraggio di chiedere a mia moglie di separarci”

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carlo lissiCarlo Lissi ha ucciso la moglie e i suoi due figli di cinque anni e venti mesi. Tutto è stato registrato in un verbale di appena due pagine fredde e dettagliate che raccontano di una strage familiare avvenuta senza pietà o ripensamenti

Carlo Lissi, 31 anni, ha confessato dopo un interrogatorio colmo di dubbi ed incongruenze di essere stato l’autore di questo massacro: “L’ho fatto poiché non avevo il coraggio di chiedere a mia moglie di separarci, cosa che io invece, volevo fare”.

Una scusa banale, un motivo che non giustifica l’atroce gesto compiuto nei confronti di tre innocenti persone che forse credevano nella propria famiglia e in quel padre che si è improvvisamente trasformato in un killer.

Una storia folle di un uomo che mangiava con gusto una pizza nella caserma di Abbiategrasso mentre gli esperti cercavano l’assassino della propria famiglia. Una scena che ha sconcertato anche i militari sempre più convinti di avere davanti l’unico vero autore del triplice omicidio che ha continuato a ripetere la sua assurda versione dei fatti: “Quando sono tornato a casa dalla partita, sono passato dal garage, e mi sono spogliato perché non volevo fare rumore e svegliare i bambini. Mi sono messo le ciabatte e sono salito facendomi luce con il display del cellulare. Mi sono reso conto che in casa c’era disordine come se qualcuno avesse rovistato dappertutto, poi mi sono diretto in sala e ho scorto le gambe di mia moglie, le ho toccato la testa e mi sono imbrattato del mani di sangue. In quel momento mi sono toccato le mutande per cercare di pulirmi. Sono salito, ho visto i bambini in un lago di sangue. Sono sceso di corsa e mi sono messo a urlare. Poi sono rientrato, ero inebetito, una vicina mi ha detto che numero fare, ho chiamato il 112.”

Carlo Lissi, le sue bugie e la falsa ricostruzione degli eventi sono crollate solo quando i colonnelli Storniolo e Carparelli gli hanno letto il verbale di quella collega per la quale aveva perso la testa.

E’ bastato poco per convincere Carlo Lissi,  poco dopo ha confessato e raccontato passo dopo passo del suo massacro: “Premetto che voglio mi sia dato il massimo della pena. Sono stato io a uccidere mia moglie e i miei figli. Eravamo una coppia felice. Quella sera abbiamo messo a letto i bambini verso le 22, poi abbiamo fatto l’amore. Maria Cristina si è rivestita e si è messa a guardare la televisione. Io, in mutande, sono andato in cucina, ho preso un coltello e sono tornato in sala. L’ho colpita credo alla gola, di spalle. Lei si è subito alzata e ha cercato di scappare verso sinistra io l’ho raggiunta e l’ho colpita nuovamente all’altezza del collo. Lei a quel punto ha cercato di prendermi il coltello afferrandomi la mano destra, ovvero la mano che impugnava l’arma. Allora l’ho colpita in faccia con la mano sinistra. Lei in tutta questa azione ha inizialmente detto “No”, poi ha continuato a gridarmi: “Perchè, perché?”. Dopo che lei si è accasciata a terra sono salito al piano superiore e sono andato in camera di mia figlia Giulia, la porta era aperta ma lei dormiva, non aveva sentito nulla. Era a pancia in su. Ricordo solo che le ho dato una coltellata alla gola. Dopo che ho estratto la lama, lei si è girata di lato e così è rimasta. Non ha detto nulla. Poi sono entrato in camera da letto dove c’era mio figlio Gabriele. Anche lui dormiva e non si era accorto di nulla. Era a pancia in su e anche a lui ho dato un’unica coltellata alla gola”.

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