HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiNewsCaso Elena Ceste, la difesa: “Ecco perchè Buoninconti è innocente”

Caso Elena Ceste, la difesa: “Ecco perchè Buoninconti è innocente”

di

elena ceste-ricorso michele buonincontiIl 25 gennaio prossimo si tornerà in aula per la nuova udienza del processo sulla morte di Elena Ceste, per la quale è stato condannato in primo grado in rito abbreviato a 30 anni di carcere Michele Buoninconti, marito della donna e unico imputato

L’avvocato Enrico Scolari tenta ancora una volta di ribaltare la sentenza con la quale è stato condannato Michele Buoninconti a 30 anni di carcere. Perchè l’ex vigile del fuoco dovrebbe essere innocente? Secondo la difesa sono quattro i punti che andrebbero rivisti.

Il primo è quello degli indumenti. Per i periti dell’accusa sui vestiti di Elena Ceste c’erano frammenti di terreno, contaminati durante la fase d’occultamento: “ll limite minimo del quantitativo di terriccio per poter svolgere valide analisi in campo forense equivale a poche decine di milligrammi o almeno 2 mila particelle – osserva invece Scolari – Ebbene, il consulente del pm ha analizzato solo 6 particelle per ogni campione di terreno”. La prova degli indumenti dunque è priva di validità.

Il secondo punto è quello delle celle telefoniche: “Gli agganci delle celle si trovano necessariamente a 5,6 minuti di percorso in auto dall’abitazione dei vicini e di Buoninconti. Se il suo cellulare alle 9.09 si trova certamente agganciato ad una cella telefonica che non può essere vista se non ad una distanza temporale di 5,6 minuti da casa, è ovvio che non poteva essere alle 9,06-9,08 davanti casa sua dopo aver compiuto il famoso giro ipotizzato dall’accusa per andare a nascondere il corpo di Elena”, ha ribadito la difesa, che sostiene che Buoninconti abbia raccontato la verità. “E’ tornato a casa dopo le 8,43, non ha trovato Elena, ha chiamato i vicini per cercarla e poi è partito per il primo giro di ricerca passando per quel tratto di strada: ne consegue che Buoninconti non ha ucciso nessuno“.

Il terzo punto su cui si concentra la difesa è quello delle fratture sospette. La parte civile afferma che sul cadavere di Elena Ceste non ci sono lesioni traumatiche o fratture ossee, cosa smentita da Scolari: “Questa affermazione è sbagliata. Dalle poche fotografie dello scheletro contenute nella consulenza dell’accusa e da quelle acquisite si osserva una evidentissima frattura dell’osso sacro, probabilmente causata, sempre secondo la difesa, ad una caduta fatale.

Elena, in preda a una crisi psicotica, è caduta nel canale. Un volo di due metri finito su un greto costituito da massi e terriccio. Poi un’altra frattura, sempre compatibile con la caduta.

Infine, per la difesa Elena Ceste il giorno della sua morte si trovava in uno stato psicotico alterato, che avrebbe causato il suo decesso per vari motivi: “Si può concludere che Elena Ceste nel corso del 2013 ha manifestato una sintomatologia psicotica ingravescente e che al momento dei fatti fosse in preda a una psicosi acuta con sintomi floridi e forte stato di angoscia. Tale condizione può essere stata direttamente coinvolta nel determinare la morte o nei termini di un aumentato rischio suicidario o di morte occasionale per assideramento in seguito a una fuga psicotica afinalistica e al denudamento spontaneo”.

Da: Lastampa.it

Lascia un commento

Back to Top