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NewsCaso Guerrina Piscaglia: l’appello della famiglia dopo la condanna di Padre Graziano

Caso Guerrina Piscaglia: l’appello della famiglia dopo la condanna di Padre Graziano

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I familiari di Guerrina Piscaglia hanno lanciato un disperato appello dopo la condanna di Padre Graziano. Il sacerdote congolese è l’unico che può sapere dove si trovano i resti della donna.

guerrina piscagliaIl 24 ottobre 2016 Padre Graziano è stato condannato a 27 anni di carcere per aver commesso l’omicidio di Guerrina Piscaglia. Ora il sacerdote non può più mentire e come raccontato dal settimanale Giallo, la famiglia ha lanciato un disperato appello. Anche l’associazione Penelope si è fatta promotrice della loro richiesta: Padre Graziano deve dire dove ha nascosto il corpo di Guerrina. Ripercorriamo le tappe del giallo della casalinga scomparsa il primo maggio del 2014.

Quel giorno la Piscaglia ha inviato una serie di sms a Padre Graziano dicendo che sarebbe andata da lui a cucinare il coniglio e poi si sarebbero concessi delle coccole. Il sacerdote all’inizio ha rifiutato, poi ha scritto che la porta della canonica era aperta. Da quel momento si sono perse le tracce della donna. Dopo la denuncia da parte della famiglia, Padre Graziano disse al marito che Guerrina Piscaglia si era allontanata in compagnia di un uomo con cui avevano trascorso la serata precedente. Dalle prime indagini emerge un coinvolgimento diretto del sacerdote nella scomparsa e a settembre del 2014 viene iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento in sequestro di persona o omicidio.

Quando Padre Graziano ha iniziato a parlare ha riferito agli inquirenti che Guerrina Piscaglia gli aveva confessato di essere incinta e che il padre del bambino era lui, minacciandolo di divulgare la notizia. Purtroppo non essendo mai stato trovato il corpo non si può verificare questa circostanza. Ad aprile dello scorso anno, vicino ad una botola del cimitero di San Gianni, vennero trovate delle ossa, ma non erano quelle di Guerrina Piscaglia. Sempre ad aprile il sacerdote viene raggiunto da un provvedimento restrittivo e finisce in carcere. A dicembre del 2015 Padre Graziano ottiene i domiciliari in un convento a Roma ma prima di trasferirsi deve attendere la cavigliera elettronica che arriva a febbraio del 2016.

Ad incastrare Padre Graziano sono stati sicuramente i contatti telefonici, 4000 tra sms e telefonate, decisamente un po’ troppi per una normale amicizia. Il cellulare di Guerrina Piscaglia è finito misteriosamente nelle sue mani la conferma è nell’sms inviato per sbaglio ad un amico del sacerdote e l’analisi delle celle agganciate dal dispositivo. Il sacerdote congolese, nonostante il voto di castità, frequentava molte donne, tra queste alcune prostitute straniere. Nella sua stanza inoltre sarebbero stati trovati alcuni appunti che facevano riferimento alla scomparsa di Guerrina Piscaglia.

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