HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsCaso Maria Armando Montanaro: dopo 16 anni riaperte le indagini

Caso Maria Armando Montanaro: dopo 16 anni riaperte le indagini

di

Il giallo di Maria Armando Montanaro è un caso che si trascina da 16 lunghi anni. Era stato chiuso con l’ergastolo per l’amica delle figlie, ma è in corso un nuovo processo che vede proprio loro come imputate.

Il caso di Maria Armando Montanaro è stato ricostruito dal giornalista Edorardo Montolli. Nel suo ultimo articolo per GQ ha parlato dell’omicidio della vedova di 42 anni che viveva a San Bonifacio, in provincia di Verona. La donna aveva due figlie di 19 e 22 anni, Cristina e Katia. Il 23 febbraio 1994 Katia trovò la madre priva di vita, era stata uccisa a coltellate. Il medico legale nella sua autopsia contò 21 fendenti, due letali alla gola. Maria era stata trascinata nella camera da letto e seviziata con un bastone di scopa. Proprio per questo gli inquirenti seguono la pista passionale, ma il caos dell’appartamento li induce a pensare che sia un depistaggio, l’assassino voleva portarli sulla strada della rapina finita male?

Venti giorni dopo l’omicidio di Maria Armando Montanaro venne arrestato il suo compagno Alessio Biasin, separato e padre di sette figli. Durante gli interrogatori era caduto in contraddizione e il suo alibi era vacillante. È rimasto in carcere per 4 mesi anche se si proclamava innocente. Sulla scena del crimine non c’erano le sue impronte e il capello rinvenuto non era suo, due anni dopo la Procura ha chiesto l’archiviazione ed è stato risarcito con 40milioni di vecchie lire. Il caso si è accanito contro l’uomo che il 16 aprile 2001 è morto in un incidente stradale insieme alla moglie e alla figlia. Per sedici anni è calato il silenzio sulla morte di Maria Armando Montanaro, poi la svolta.

Alessandra Cusin, amica delle figlie della Montanaro, venne intercettata mentre parlava con il suo fidanzato: «Il brutto è che quando ci ha aperto avevamo guanti e tutto quanto… L’ha vista lì, quell’altro che era con la Marika è andato giù di brutto, proprio, subito il pugno in faccia che l’ha stordita… gli tenevano la testa e l’ha finita… credimi è una cosa che mi resterà per tutta la vita… quei momenti lì». La Cusin parlava del delitto di Maria, al suo avvocato disse che “voleva farsi bella” con il fidanzato e che era stata arrestata per quelle “cavolate” che aveva detto. A processo finì solo lei e nel 2013 venne condannata all’ergastolo, sentenza confermata in appello e poi dalla cassazione. Le figlie invece uscirono di scena perché non c’era alcun motivo per accedere all’eredità visto che potevano recarsi in banca per prendere i loro soldi.

Il nuovo processo sulla morte di Maria Armando Montanaro vede oggi come imputate le figlie, Marika Cozzula e Versaci (ex fidanzato di Cristina). Alessandra Cusin non aveva più nulla da perdere ormai, ha raccontato che in carcere si è “ripulita”, faceva uso di sostanze stupefacenti e ha raccontato la sua verità: «L’omicidio Armando lo hanno commesso Katia e Cristina Montanaro con Salvatore Versaci. Lui ha tirato un pugno a Maria, Cristina poi l’ha pugnalata mentre Salvatore preparava il riso per depistare le indagini e dare la colpa del delitto ad Alessio Biasin, che sarebbe andato lì a cena». È stato dopo il delitto che la Cusin ha conosciuto Katia e sono andate a vivere insieme, una sera le ha confessato che avevano organizzato tutto insieme alla sorella per i soldi e l’eredità.

Lascia un commento

Back to Top