HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsCaso Yara Gambirasio: Massimo Bossetti concepito in provetta? Confessione inverosimile

Caso Yara Gambirasio: Massimo Bossetti concepito in provetta? Confessione inverosimile

di

Ester Arzuffi, madre di Massimo Bossetti, in un’intervista ha detto che conosceva Giuseppe Guerinoni ma che non ha mai avuto rapporti con lui aggiungendo che nel 1969 un medico ha sperimentato a sua insaputa la procreazione assistita.

Il settimanale Giallo torna ad occuparsi del caso Yara Gambirasio con una novità sconvolgente, la madre di Massimo Bossetti sostiene che il figlio sta stato concepito in provetta. Ester Arzuffi è stata intervistata a La7 dove ha raccontato che nel 1969 un medico l’ha sottoposta a procreazione assistita a sua insaputa. La donna infatti aveva problemi a portare a termine le gravidanze così il ginecologo tentò di ricorrere a questa pratica tenendola all’oscuro. Ester ha detto che non ha mai avuto rapporti con Giuseppe Guerinoni, erano solo amici e spesso la accompagnava a lavoro perché lei non aveva la macchina. L’autista, padre di Ignoto 1 è deceduto nel 1999, dall’analisi di quel codice genetico si arrivò ad individuare in Massimo Bossetti il presunto assassino di Yara Gambirasio. La signora Arzuffi ha sempre sostenuto che gli esami fossero sbagliati e li fece ripetere privatamente, il risultato non lasciò spazio a dubbi, Massimo Bossetti e la gemella erano figli di Guerinoni. Ma c’è dell’altro, Fabio il fratello minore del muratore di Mapello, non è figlio biologico di Giovanni Bossetti, morto nel 2015.

Leggete di seguito le dichiarazioni della madre di Massimo Bossetti: «Conoscevo Giuseppe Guerinoni perché mi portava al lavoro quasi tutti i giorni. Successe tra il 1966 e il mese di marzo del 1967. Bossetti è nato il 28 ottobre 1970, cioè oltre tre anni dopo. Lo so che la scienza non sbaglia, ma io non sono mai stata con Guerinoni. Ve lo giuro. Non ho fatto nulla con lui, non ci sono andata nemmeno in “camporella”. Scusate il termine… Sono sincera, è così, non dico bugie. Certo, se non ho avuto rapporti con Guerinoni, qualcosa il mio ginecologo può darsi che abbia fatto. Mi spiego la cosa solo con la procreazione medicalmente assistita, a cui sarei stata sottoposta in maniera inconsapevole».

Come sottolinea il settimanale Giallo, queste pratiche sono piuttosto recenti, il Parlamento italiano infatti ha introdotto la legge sulla procreazioni assistita nel 2004. Ester Arzuffi ha descritto cosa succedeva nello studio del medico ed è riuscita a risalire anche alle cartelle cliniche cercando di difendersi dall’accusa di aver tradito il marito. Le sue parole non hanno un fondamento scientifico, Giallo ha intervistato la dottoressa Marina Baldi, biologa e specialista in genetica medica: «La modalità con cui viene concepito un individuo, sia che derivi da un rapporto tra due persone che da una inseminazione artificiale, non inficia il profilo del Dna identificativo. Ciò sta a significare che il figlio di una donna che si è sottoposta a inseminazione intrauterina avrà il Dna nucleare per il 50% materno e per il 50% paterno (chiunque esso sia, anche fosse un donatore). Certo, lascia a dir poco perplessi ipotizzare che si sia verificato un grave reato, quale quello di effettuare una inseminazione intrauterina all’insaputa della paziente, alla fine degli anni Sessanta, e casualmente quel donatore fosse proprio Guerinoni, persona che la signora conosceva. All’epoca queste procedure non erano nemmeno conosciute e applicate».

Lascia un commento

Back to Top