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Cold CaseCold case: il corpo di Willy Branchi, ucciso a Goro (Fe) nel 1998, sarà riesumato
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Cold case: il corpo di Willy Branchi, ucciso a Goro (Fe) nel 1998, sarà riesumato

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Gli inquirenti sono convinti che la prova che incastra l’assassino di Willy Branchi sia nella sua tomba. Dopo 27 anni si potrebbe finalmente fare luce sul cold case che ha interessato la piccola città di Goro in provincia di Ferrara. Le operazioni di riesumazione avranno luogo il prossimo giovedì 22 ottobre.

willy branchiVilfrido Luciano Branchi, aveva solo 18 anni e la notte del 29 settembre del 1988 venne massacrato da una o più persone, e il suo corpo esanime venne abbandonato lungo un argine nascosto da una pesante coltre di nebbia, tipica del ferrarese. Nei giorni scorsi il titolare del fascicolo sull’omicidio di Willy Branchi ha deciso di convocare un summit in procura perché è convinto che il giovane abbia ancora le prove che incastrano il suo assassino. La riesumazione avverrà la prossima settimana e i resti del 18enne saranno analizzati da Giovanni Pierucci, che in passato ha lavorato al caso del mostro di Firenze e ha analizzato le spoglie di Benito Mussolini e che è stato il primo ad eseguire l’esame autoptico sul corpo di Willy Branchi.

Pierucci nella sua relazione scrisse che la vittima aveva tentato di opporsi ai suoi aggressori e si era causato delle lesioni alla mano destra. Sotto le unghie potrebbero esserci le tracce del dna di chi l’ha aggredito e poi ucciso. Willy cercò di fuggire via, nonostante i pugni e i calci, ma ad ucciderlo è stato il chiodo di una pistola, il cui foro venne rilevato sotto lo zigomo sinistro. Willy Branchi, senza forze, si arrese e spirò. Questo delitto scosse l’intera comunità non solo per la brutalità con cui venne ucciso il giovane, ma perché sono tutti responsabili, perlomeno stando alle dichiarazioni del parroco dell’epoca che è stato convocato lo scorso maggio per un interrogatorio dopo aver contribuito alla riapertura del caso.

Willy Branchi venne ucciso perché aveva una relazione con un uomo del paese. Il quotidiano “Il Resto del Carlino” ha seguito il cold case e la redazione ha raccolto testimonianze confidenziali. Anche nel confessionale di Don Tiziano Bruscacgnin, due persone hanno rivelato molti dettagli sulla dinamica dell’omicidio, compreso il movente. Il 18enne intratteneva un rapporto occasionale di tipo omosessuale ma il Signore ha già punito uno dei responsabili del suo omicidio. Secondo il prete, l’assassino era una persona selvaggia che si lasciava andare ad attacchi d’ira improvvisi e subito dopo tornava normale.

Sono pochi i tasselli che mancano agli inquirenti per completare il puzzle di questo cold case. Il 17 luglio di quest’anno, in pieno giorno è scattato un blitz nell’abitazione di un pescatore perquisita da cima a fondo. In quello stesso luogo una persona ascoltò la voce di Willy Branchi in piena notte, il 29 settembre del 1988. L’uomo non ha ricevuto ancora nessun avviso di garanzia e non si conoscono ancora i dettagli sugli oggetti sequestrati e messi in uno scatolone dagli inquirenti. La verità per la famiglia Branchi, potrebbe finalmente essere vicina.

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