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Cold Case – Macchi e Mollicone: le speranze di soluzione nel lavoro della Polizia Scientifica

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Le salme di Lidia Macchi e di Serena Mollicone sono state riesumate praticamente lo stesso giorno; due giovani vite spezzate molti anni fa,  due delitti che non hanno nessun legame tra loro, ma che sono accomunati dal bisogno di giustizia.

Lidia MacchiDue omicidi irrisolti, e ora dopo anni di indagini la riesumazione dei cadaveri potrebbe essere decisiva, grazie al lavoro minuzioso della Polizia scientifica; due Cold Case di lunga data ma in merito ai quali gli inquirenti non si sono mai fermati nella ricerca della verità e dei colpevoli.

Il cadavere di Lidia Macchi uccisa con 29 coltellate nel 1987 e sepolto da 29 anni a Casbeno sarà esaminato dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, la massima esperta di morti violente. L’esperta ha il compito di ritrovare eventuali tracce biologiche rimaste presenti sui resti di Lidia, nonostante i lunghi anni trascorsi e in seguito confrontare il Dna con quello di Stefano Binda; l’ex compagno di scuola della vittima che è stato arrestato a gennaio di quest’anno. Dopo una svolta e grazie a nuovi elementi Binda è stato  accusato di aver violentato e ucciso la giovane studentessa.

La storia  di Serena Mollicone ripercorre a tratti quella di Lidia Macchi, anche se la ragazza fu assassinata circa dieci anni dopo la Macchi; Serena fu  uccisa il 1 giugno (ma non è ben chiaro dove), e fu ritrovata il 3 giugno 2001, con le mani e i piedi legati e la testa infilata in un sacchetto di plastica, in un boschetto nelle vicinanze di Arce il paesino nel quale viveva, in provincia di Frosinone; un delitto ancora senza un colpevole. Per questo motivo anche il cadavere di Serena Mollicone è stato riesumato e trasferito dal cimitero di Rocca d’Arce, all’istituto di medicina legale di Milano,  la salma straziata di Serena riposava là da quindici anni. La decisione di avviare nuovi esami sui resti della giovane è arrivata dalla Procura di Cassino, con il consenso del padre della ragazza.

Anche per il caso di Serena Mollicone è stata incaricata l’anatomopatologa forense, professoressa Cristina Cattaneo; che ha anche partecipato ad uno dei sopralluoghi presso la caserma dei carabinieri di Arce insieme al personale del Ris di Roma; è in quella caserma a detta del padre di Serena che si cela la verità sulla morte di sua figlia.

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