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Delitto di Garlasco, i vecchi interrogatori del nuovo indagato: ecco cosa raccontò

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Andrea Sempio è il nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a 26 anni nella villetta di Garlasco dove viveva con la sua famiglia. A 10 anni da quel terribile delitto, per il quale è stato condannato Alberto Stasi, spunta l’interrogatorio del giovane. Ecco cosa disse all’epoca dei fatti

Andrea Sempio dopo 10 anni dall’omicidio di Chiara Poggi è finito al centro della scena. Quando la 26enne venne massacrata con un martello, lui aveva appena 19 anni e venne ascoltato dagli inquirenti soltanto come testimone perchè considerato estraneo alla vicenda. Cosa raccontò durante i suoi interrogatori?

Durante il primo interrogatorio, avvenuto il 18 agosto 2007, Andrea non aveva fornito agli inquirenti nessun particolare interessante. Nel secondo interrogatorio del 4 ottobre 2008, il giovane, dopo ben 14 mesi, portò agli esperti lo scontrino di un parcheggio per dimostrare che il giorno dell’omicidio di Chiara lui non era a Garlasco, ma a Vigevano ad acquistare dei libri. Lo scontrino di Andrea Sempio è datato 13 agosto 2007 alle ore 11,18. Chiara Poggi è stata uccisa quella stessa giornata tra le ore 9,12 e le 10 del mattino.

“Conoscevo Chiara – si legge nel verbale – in quanto frequentavo la sua abitazione. Escludo categoricamente di averla mai frequentata vista la nostra differente età. Non abbiamo mai avuto amici in comune. Ribadisco che la stessa era conosciuta da me solo perché ero amico del fratello Marco“.

 “Il 13 agosto 2007 – continua Sempio – ricordo di aver aspettato mia madre che era andata a fare la spesa e verso le 10 mi sono recato in Vigevano, con l’unica macchina a disposizione della mia famiglia, per andare alla libreria che si trova in piazza Ducale. Ricordo di aver parcheggiato prima della piazza Ducale. Ho conservato lo scontrino del parcheggio, che vi consegno. Giunto alla libreria l’ho trovata chiusa. A mezzogiorno sono tornato a casa per pranzare con i miei. Dopo il pranzo, insieme a mio padre, mi sono portato nuovamente da mia nonna paterna dove rimanevamo per circa un’ora. Verso le 15 circa, sempre insieme a mio padre, siamo ritornati presso la nostra abitazione; nel transitare per via Pavia, giunti all’altezza di via Pascoli,notavo la presenza di un’ambulanza e delle persone”.

Nonostante tutto però i legali della difesa continuano ad avere dubbi su Sempio, che ricordiamo è stato indagato dopo che sotto le unghie di Chiara Poggi è stato trovato il suo Dna, per alcune telefonate effettuate qualche giorno prima del terribile delitto. Perchè il giovane telefonò tre volte a Chiara? Le telefonate sono brevissime, ovvero di 10, 2 e 21 secondi, effettuate il 4, il 7 e l’8 agosto del 2007 a casa Poggi. Eppure l’amico, Marco Poggi, il 5 agosto era partito con i genitori per le vacanze.

“Non ricordo il giorno in cui Marco mi diede tale notizia (quella della partenza ndr). Sono sicuro che lo stesso non mi indicò la data precisa della sua partenza. Avendo memorizzato sulla rubrica del mio cellulare ‘Poggi’ e casa ‘Poggi cell’, erroneamente ho azionato la chiamata sull’utenza fissa. Non ricordo se qualcuno rispose. Subito dopo ho provato a ricontattare Marco sul cellulare, ma non era raggiungibile”.

A casa Poggi in realtà rispose Chiara: “Mi rispose una voce femminile. ‘C’è Marco?’, chiesi. E alla risposta della voce femminile ‘no, non c’è è via’, risposi ‘ok, scusa’ e chiusi la telefonata”.

Dopo qualche giorno: “Mi rispose una voce femminile che riconobbi essere Chiara, mi presentai come amico del fratello Marco. Mi riferì che lui era in vacanza in Trentino e sarebbe tornato giovedì dalla montagna”.

Perchè continuare a telefonare Chiara, anche con una scusa, se con lei non aveva alcun rapporto? E soprattutto perchè è stato trovato il suo Dna sotto le unghie della vittima? Troppe sono adesso le domande a cui dare una risposta.

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