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Delitto di Pordenone, Ruotolo cambia versione: “Ero nella zona del delitto”

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giosuè ruotoloGiosuè Ruotolo, il principale ed unico indagato per il duplice omicidio di Pordenone, avrebbe cambiato la sua versione dei fatti

Il militare Giosuè Ruotolo aveva raccontato agli esperti che la sera del delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza si trovava a casa a giocare ai videogiochi. Il suo alibi non aveva alcuna prova certa ed è per questo che gli esperti hanno cercato di capire cosa avesse realmente fatto quella maledetta sera il militare il quale ha sempre negato ogni accusa dichiarandosi innocente.

Dopo giorni di indagini è emerso che alcune telecamere installate nella zona dell’omicidio avrebbero immortalato per ben due volte l’auto dell’indagato proprio nell’ora in cui si è consumato il delitto, ovvero tra le ore 19,40 e le 19,50. Sette minuti è il buco temporale tra un passaggio e l’altro che non convince gli inquirenti. Perché Ruotolo ha impiegato così tanto a percorrere un tragitto che di solito si compie in meno di un minuto? Perché quella sosta così lunga? Come pubblicato dal Corriere della Sera, dopo questi nuovi elementi raccolti per il delitto di Pordenone il sospettato avrebbe cambiato la sua versione dei fatti ammettendo di essersi avvicinato quella sera nel luogo in cui sono stati uccisi i due fidanzati: “Quella sera non sono stato a casa, ma sono uscito per andare al Palasport. Non mi sono fermato perché non trovavo parcheggio, così ho deciso di andare a correre nella zona. Poi però, a causa del freddo, dopo pochi minuti sono tornato a casa”.

Perché nascondere la verità? “Per paura di compromettere il concorso alla guardia di finanza”, ha dichiarato Ruotolo.

L’ipotesi del legale della famiglia Ragone potrebbe dunque avere qualche conferma: “L’indagine ci dice che il killer non veniva da lontano, ma è probabile che fosse nella cerchia degli amici forse addirittura degli ex conviventi. Probabilmente si tratta di qualcuno nel giro molto stretto delle sue amicizie. Non bisogna pensare che dietro un grande crimine ci sia sempre un grande movente”.

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