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Delitto di Yara Gambirasio: gli investigatori sulle tracce dell’arma del delitto

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Gli inquirenti stanno cercando di risalire all’arma del delitto per legare definitivamente Massimo Bossetti alla morte della piccola Yara Gambirasio

massimo-bossettiI RIS di Parma sono all’opera per risalire all’arma utilizzata per seviziare e lasciare agonizzante Yara Gambirasio nel campo di Chignolo d’Isola. Insieme con il lavoro di investigazione e informativo si sono aggiunte alle indagini anche nuove perizie sugli arnesi sequestrati a Massimo Bossetti nei giorni scorsi. Il luminol è stato largamente utilizzato per scovare anche la minima traccia di sangue.

Nel frattempo prosegue la discussione mediatica sul motido che ha condotto il gip Ezia Maccora a non convalidare il fermo per Massimo Bossetti ma contemporaneamente a trattenerlo in carcere.
Nell’ordinanza il giudice scrive “un giudizio dimerito e di sussistenza del fatto-reato”. Questo sta a significare che gli elementi raccolti fin ora sono sufficienti a trattenere in carcere Massimo Bossetti seppure gli elementi fin qui portati all’attenzione del gip potrebbero non essere sufficienti in ambito processuale.

Anche ieri e oggi il pm che conduce le indagini Letizia Ruggieri è a lavoro per cercare collegamenti sostanziali tra l’indagato e la vittima e per incrociare dati in modo da avere un insieme di indizi per richiedere il rinvio a giudizio di Massimo Bossetti. L’indagato ha anche descritto la sua versione e le sue parole sono al vaglio scrupoloso del team di inquirenti alla ricerca di contraddizioni e anomalie.

Se questo tipo di attività potrà portare a degli indizi circostanziali dall’altro anche i RIS si sono mossi per dare supporto alla tesi che Massimo Bossetti sia l’assassino di Yara Gambirasio attraverso la prova scientifica.
I carabinieri nei giorni scorsi sono entrati in casa Bosetti ed hanno posto i sigilli non prima però di effettuare analisi con il luminol e portare via molti arnesi da muratore e vestiti.
Il gip nella sua ordinanza ha anche ribadito che l’arma utilizzato dall’assassino è certamente uno strumento con una punta e da taglio il cui spessore è certamente di almeno 0.2millimetri. Questo aspetto insieme alla presenza di titanio fa pensare che si possa trattare di un arnese da muratore e non di un comune cutter da taglio.

Molto lavoro quindi per i RIS che sono letteralmente alla ricerca dell’arma del delitto e per questo analizzeranno scupolasamente ogni attrezzo sequestrato a Bossetti nonchè i due autoveicoli che erano nella disponibilità del muratore.
Il paese di Brembate dopo l’esposizione mediateica dei giorni scorsi sta lentamente tornando alla normalità anche se lo shock che uno dei suoi concittadini possa aver ammazzato una piccola bambina è stato terribile.
Il parroco ha candidamente ammesso che avrebbe preferito che l’assassino venisse da fuori.

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