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NewsDelitto Varani: l’accordo tra Marco Prato e Manuel Foffo per uccidere il padre e intascare l’eredità

Delitto Varani: l’accordo tra Marco Prato e Manuel Foffo per uccidere il padre e intascare l’eredità

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Marco Prato durante uno degli interrogatori ha detto al giudice che lui e Manuel Foffo c’era un piano. La notte prima dell’omicidio di Luca Varani avevano deciso di uccidere il padre di Foffo, dalla morte infatti avrebbe tratto ingenti guadagni.

«Quella sera abbiamo parlato dell’omicidio del padre di Manuel Foffo – dice Marco Prato durante l’interrogatorio del 9 dicembre 2016 al Regina Coeli – Manuel mi considerava la sua fonte di guadagno. Lui avrebbe investito su di me. Lui avrebbe avuto un ingente guadagno dalla morte del padre». A svelare in esclusiva il piano tra i due assassini di Luca Varani è il settimanale Giallo. Dopo lo scoop sulla sieropositività del giovane romano, un altro tassello compone il puzzle della folle vicenda. Per Marco Prato quella era l’ultima occasione per dire la verità e ha raccontato che prima di decidere di uscire per cercare qualcuno da stuprare, Manuel Foffo gli avrebbe chiesto di “cambiare sesso per sedurre il padre Valter”. L’uomo molto attratto dalle donne non avrebbe avuto problemi a cedere alle avances. Foffo ‘plagiava’ Prato che avrebbe accettato di sottoporsi ad interventi chirurgici e al lungo processo per diventare una donna solo per lavorare ai progetti economici di Manuel.

Marco Prato ha confessato al giudice: «Lui ha alimentato un progetto che io avevo già in mente. Volevo andare in Thailandia per cambiare sesso. Già da bambino mi addormentavo e speravo di svegliarmi come una bambina». Il discorso tra i due è proseguito per circa un’ora ma per il pr romano il cambio di sesso non era possibile perché i suoi genitori erano contrari. Nello stesso interrogatorio Marco Prato ha parlato di Luca un ragazzo solare e che rideva sempre, la vittima ‘designata’ per lo stupro perché è stato l’unico a rispondere alle 6,30 del mattino. Non aveva alcune intenzione di ucciderlo, per lui era solo un gioco erotico, negli occhi di Manuel Foffo però ha rivisto lo stesso odio di quando parlava del padre, una metamorfosi che ha ‘pietrificato’ il pr romano colpevole ‘moralmente’.

Il prossimo primo aprile inizia il processo, i suoi legali hanno scelto la strada del rito ordinario. Manuel Foffo è già stato condannato a 30 anni, il massimo della pena consentito per legge (è stato processato con rito abbreviato). Ha confessato il delitto e ha collaborato con gli inquirenti, per questo sono cadute la premeditazione e i futili motivi. Potrebbe essere ascoltato nel processo contro Prato e, in caso dovesse fornire ulteriori elementi, i giudici potrebbero condannare Prato all’ergastolo.

2 commenti

  • Francesco:

    Come fate a scrivere che la premeditazione e i futili motivi sono caduti perché Foffo ha confessato e collaborato? Se avevano progettato di uccidere la premeditazione c’è comunque e non può cadere semplicemente perché uno confessa e collabora. Se non hanno contestato la premeditazione può essere solo perché hanno concluso che l’omicidio non era premeditato.

    • Flavia Emme:

      Salve Francesco, è una nostra opinione. Attendiamo le motivazioni della sentenza. Un saluto!

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