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Elena Lonati, 23enne uccisa in chiesa nel 2006. Il padre: “Non perdono l’assassino”

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elena lonatiEra il 18 agosto del 2006 quando a Brescia venne uccisa Elena Lonati, la 24enne trovata senza vita nella chiesa di San Gaudenzio. Ad ucciderla fu Wimal Chamila Ponnamperumage, il giovane sacrestano conosciuto come “Camillo”, il quale venne condannato a 18 anni di reclusione per omicidio aggravato

Cosa accadde quella mattina di 10 anni fa nella piccola chiesa di San Gaudenzio? Secondo quanto emerso dall’autopsia effettuata sul corpo di Elena Lonati, quest’ultima morì per asfissia a seguito di una lunga agonia. Elena entrò in chiesa per accendere una candela ma, dato che l’orario era vicino alla chiusura, il sacrestano le chiese di uscire. La 24enne rifiutò l’invito del giovane che avrebbe così iniziato a spingerla, facendola cadere su un inginocchiatoio, dove Elena picchiò la testa perdendo i sensi. Alla giovane venne messo del nastro adesivo sulla bocca e venne poi rinchiusa in un sacco dal sacrestano che, a sua detta, l’aveva creduta morta e, preso dal panico, decise di nascondere il cadavere.

Ogni 18 agosto la tremenda ferita dei genitori di Elena Lonati si riapre dolorosamente: “Gli anni passano veloci, ma quando si avvicina la ricorrenza riviviamo ogni ora di quei giorni terribili come se il tempo non fosse mai trascorso – ha dichiarato la mamma Maddalena -. Quando Elena non è rientrata a casa e il telefonino risultava spento abbiamo capito subito che doveva essere accaduto qualcosa di molto grave. Abbiamo avvisato i carabinieri ma per cominciare ufficialmente le ricerche dovevano trascorrere 24 ore”.

“Elena – continua la donna – era una ragazza solare, timida ma al tempo stesso molto decisa come suo padre. Una figlia ideale che si stava aprendo alla vita e che, con grande felicità, aveva capito cosa avrebbe fatto da grande e si stava impegnando per raggiungere l’obiettivo. Elena era molto amata, aveva tanti amici che la ricordano ancora. E’ con noi tutti i giorni e ci hanno aiutato molto la fede la volontà di andare avanti come se lei fosse qui. A volte penso a lei come a una donna adulta e come mamma: non riesco a immaginare il suo volto ma se fosse ancora con noi forse sarebbe sposata e magari ci avrebbe regalato dei nipotini”.

A non voler assolutamente perdonare l’assassino di Elena Lonati è il padre: Per me quella persona non esiste, non posso perdonarlo. Vivo in Italia e rispetto le sentenze anche se per chi ha ucciso mia figlia la giustizia è stata troppo clemente”.

Da: Corriere.it

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