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Giuseppina Di Fraia, bruciata viva dal marito: niente ergastolo all’assassino

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Giuseppina Di FraiaGiuseppina Di Fraia il 14 febbraio 2013 è deceduta dopo tre giorni di agonia. La donna è stata vittima del marito, Vincenzo Carnevale, il quale la bruciò viva dopo averla investita

Vincenzo Carnevale è stato condannato per l’omicidio della moglie Giuseppina Di Fraia, deceduta dopo essere investita e data alle fiamme dal marito, che dopo diversi litigi e maltrattamenti, ha deciso di mettere a tacere per sempre la donna.

Una condanna che non è propriamente come se l’aspettava la figlia, perchè Vincenzo Carnevale, tra aggravanti e benefici del rito abbreviato, è stato condannato a 30 anni e non all’ergastolo, e quindi al carcere a vita. L’uomo dovrà ancora subire un processo per minaccia, dopo che, durante la prima udienza in assise d’appello, aveva minacciato la figlia di “farle fare la stessa fine della madre”.

Secondo quanto pubblicato su IlMattino.it, a destare scalpore e indignazione quella fede che l’uomo ha continuato ad indossare e a mostrare anche dopo l’omicidio e durante la sentenza: “Ma come si fa a mettersi pure la fede, ad offrirla in bella mostra, dopo aver picchiato e investito con l’auto la donna della tua vita, la persona che ti ha dato dei figli e che, grazie a un lavoro faticoso ma onesto, riusciva anche a tenere in piedi una famiglia sotto lo stesso tetto?”, si è chiesta la figlia.

“A quella sorta di scalpo da indiano – ha spiegato il legale della figlia di Carnevale – la fede nuziale, portata al dito quasi con irriverenza verso il dolore delle figlie”.

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