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DossierMaria Bertoletti Toldini, l’ultima strega del Trentino: dopo 300 anni si riapre il caso della Toldina
Maria Bertoletti Toldini_strega bruciata

Maria Bertoletti Toldini, l’ultima strega del Trentino: dopo 300 anni si riapre il caso della Toldina

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Il comune di Brentonico, dopo 300 anni, ha chiesto alla Corte di Appello la riapertura del caso della Toldina, la donna decapitata e bruciata perché accusata di essere una delle ultime streghe del Trentino.

Maria Bertoletti Toldini_rogoMaria Bertoletti Toldini, la Toldina, è una delle ultime streghe del Trentino decapitata, i cui resti si trovano nel parco di Brentonico. La donna aveva 60 anni e la tortura inflitta è stata meno cruente rispetto a quella riservata alle sue “colleghe” più giovani. Il sindaco del comune di Brentonico, insieme all’assessore alla Cultura, hanno presentato durante il consiglio comunale una delibera, per far riaprire il caso della Toldina. Non sarà un processo semplice, perché sarà applicato il diritto dell’epoca (carolingio) e anche gli avvocati dovranno essere degli esperti.

L’azione è curiosa e provocatoria, e serve per fare chiarezza su questa storia che non è una leggenda, ma ha un fondo di verità. Maria Bertoletti Toldini era originaria di Pilcante e dopo essere rimasta vedova sposò il sagrestano della chiesa di San Martino, Andrea Toldini. La donna non riuscì ad avere figli e venne arrestata con l’accusa di stregoneria. Prima venne condotta nelle carceri del castello di Sabbionaria d’Avio, poi venne trasferita in quelle del castello di Dossomaggiore di Bretonico. L’elenco delle sue malefatte è lunghissimo perché pare che la Toldina si dedicò alle arti della stregoneria sin dall’età di 13 anni. Eresia, sacrilegio, adulterio, sodomia sono solo alcune delle azioni per cui è stata condannata. Ad aggravare la sua posizione sono gli infanticidi. Nel 1700 a Brentonico si stabilì il Capitanato di Giustizia, dunque la Toldina venne processata con rito laico e non religioso. Riaprendo il caso si potrebbe rendere giustizia e dignità morale alla condannata.

Lo storico Postinger è stato interpellato dal sindaco per andare alla ricerca dei documenti originali dell’epoca ma non è stato un lavoro facile perché parte dell’archivio è stato distrutto durante la guerra mondiale. I due documenti che si sono salvati sono la sentenza e la memoria difensiva della Toldina, ma manca proprio l’accusa. La corte d’Appello di Trento adesso deve stabilire cosa è accaduto il 14 marzo del 1716, il giorno dell’esecuzione di Toldina. Gli interrogativi che ruotano intorno alla vicenda sono molti e potrebbero avere a che fare con motivi religiosi, la Toldina era vedova, senza figli, aveva risposato un sagrestano e la sua vita sentimentale era molto intensa. Qualcuno ha avanzato altre ipotesi che riguardano questioni ereditarie.

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