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Delitti StradaliNewsMormile e la sua sanguinosa corsa contromano in Tangenziale: “Voleva uccidere la fidanzata”

Mormile e la sua sanguinosa corsa contromano in Tangenziale: “Voleva uccidere la fidanzata”

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Aniello MormileQuello che è accaduto sulla Tangenziale di Napoli negli ultimi giorni ha dell’incredibile. Aniello Mormile mentre era alla guida della sua auto ha improvvisamente fatto inversione ad U percorrendo circa 5 chilometri di strada contromano. Lo schianto frontale è stato inevitabile: la sua fidanzata e il conducente dell’altra auto sono purtroppo deceduti

Aniello Mormile, autore della tragedia avvenuta sulla Tangenziale di Napoli, è riuscito a salvarsi da quel violetto impatto che ha causato due innocenti vittime. Si tratta di Livia Barbato, fotografa 22enne fidanzata di Mormile, e di Aniello Miranda, 48enne che quella maledetta notte come sempre si stava recando a lavoro.

Come riportato dal Mattino, Aniello Mormile si è chiuso in un disperato silenzio ma, secondo la responsabile dello sportello antiviolenza dell’ospedale San Paolo, il ragazzo aveva intenzione di uccidere la fidanzata: “Voleva ucciderla. Quanto ha fatto è un chiaro indicatore di tentata violenza su una donna. L’alcol? Non c’entra nulla. Si tratta di un tentato femminicidio”.

Quella di Aniello Mormile non è stata una folle corsa da ubriaco ma un vero e proprio tentato omicidio. Il 29enne sarebbe dunque riuscito nell’impresa perchè Livia non c’è più mentre lui è ancora in vita.

Le scene di quello schianto sono incredibili. Mormile si cimenta in un’inversione a U, spegne i fari e viaggia tra le auto in corsa che cercano in ogni modo di avvisarlo. Voleva forse spaventare Livia perchè lo aveva fatto ingelosire? Secondo la psicologa dello sportello antiviolenza è questa la dura realtà. La 22enne avrebbe addirittura cercato invano di proteggersi ed ecco svelato il motivo per il quale dopo lo schianto è stata trovata sul sedile posteriore dell’auto: “Lei, terrorizzata, ha cercato di salvarsi, spostandosi sul sedile posteriore. Ma l’impatto con l’altra auto che arrivava in direzione opposta è stato troppo violento e la donna non ce l’ha fatta. Questo è tipico di chi terrorizza la vittima negli attimi precedenti la morte e che viene aiutato dal fatto di aver bevuto tanto. In poche parole lui ha spento i fari, ha fatto inversione a U e poco prima le ha detto una frase minacciosa, avvisandola di ciò che di lì a poco avrebbe fatto. Una tecnica psicologica dunque, per terrorizzare la partner”.

Aniello Mormile è ora accusato di duplice omicidio volontario ma le indagini continueranno per far luce su questo orribile caso.

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